07:31 02 Dicembre 2020
Politica
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Durante la prima ondata il governo ha "navigato a vista", ma adesso "qualcuno dovrebbe imparare la lezione". Ecco cosa ha detto il leader del carroccio che, in un'intervista a Radio Anch'io, ha presentato la ricetta della Lega per affrontare l'emergenza sanitaria.

Non c'è una posizione pregiudiziale della Lega sulle restrizioni adottate dal governo o sull'ipotesi di lockdown. "Se ci sono le necessità di farlo, è giusto farlo", ha detto Matteo Salvini intervenendo sul tema a Radio Anch'io, su Radio uno. 

I provvedimenti, però, devono essere razionali, "non puoi però chiudere il sabato le palestre e la domenica i teatri, i bar fino alle 18. Io mi auguro che non ci sia, evidentemente, ma siccome la vita viene prima di tutto e la salute viene prima di tutto, se ci sono scelte razionali si fanno", aggiunge.

Dopo la prima chiusura non ha avuto precedenti e "tutti navigavamo a vista a febbraio". "Qualcuno - però - avrebbe dovuto imparare la lezione". La Lega ha la sua ricetta e chiede "tamponi a domicilio e cure a domicilio: il 75% delle persone che corre in ospedale terrorizzata potrebbe essere curata a casa e poi ci sono i trasporti pubblici".

Se la chiusura permetterà di salvare vite "la si fa", ma "si deve avere una visione". "Abbiamo un commissario all'emergenza per queste cose che si chiama Arcuri, occorrono dei protocolli nazionali, dei bandi nazionali", invece "si è persa l'estate a parlare di banchi con le rotelle e monopattini".

Il Decreto Carceri

Matteo Salvini punta il dito contro l'ultimo decreto annunciato dal ministro di Giustizia, Alfonso Bonafede, con cui si rilasciano 5000 detenuti, ai domiciliari per contrastare il contagio nelle carceri. 

"Il governo chiude ristoranti, bar, palestre e teatri ma apre i cancelli delle galere per mandare a casa i delinquenti con la scusa del Covid Si parla di 5mila persone: sarebbe una follia! Questo governo mette in pericolo l'Italia", tuona Salvini che torna a rivendicare un maggior peso dell'opposizione nella gestione della pandemia, e chiede di essere ascoltato dal governo. 

Il nuovo Dpcm

In seguito all'impennata esponenziale della curva dei contagi, per rallentare la diffusione dell'epidemia ed evitare il raggiungimento di una soglia critica delle terapie intensive che renderebbe necessario il lockdown, il governo ha adottato nuove restrizioni che colpiscono alcune categorie già gravemente danneggiate durante la prima ondata, come ristorazione, teatri, cinema e palestre. 

Questi provvedimenti, uniti al malcontento generale, hanno innescato la miccia della rabbia sociale, che è esplosa nelle piazze di diverse città, come Napoli, Milano, Torino, Roma, Catania, dove durante le proteste sono avvenuti violenti disordini e vere e proprie rivolte. 

Per sostenere economicamente le chiusure temporanee delle attività colpite dal decreto, il premier Conte ha disposto delle somme di ristoro. 

Tags:
Giuseppe Conte, Matteo Salvini, Coronavirus, Italia
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