03:51 04 Dicembre 2020
Politica
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Secondo l'ex presidente del Consiglio una nuova quarantena generalizzata sarebbe molto più comprensibile rispetto alla serie di misure adottate finora.

Le misure contenute nell'ultimo DPCM approvato dal governo hanno come unico effetto quello di fomentare le tensioni sociali nel Paese e non impattano in maniera efficace sulla curva dei contagi da coronavirus. Ad affermarlo, in un'intervista concessa al quotidiano La Repubblica è il leader di Italia Viva, Matteo Renzi:

"Il decreto è tecnicamente sbagliato perché non poggia su dati scientifici, ma sulle ansie di alcuni ministri preoccupati. È un decreto che non riduce il numero dei contagiati, ma aumenta il numero dei disoccupati. Fomenta le tensioni sociali di un Paese diviso tra garantiti e non, crea un doppio binario sui ristori economicamente insostenibile nel medio periodo. L’utilità del Dpcm dal punto di vista sanitario è tutta da dimostrare, mentre è certo sia dannoso a livello economico e sociale", è stata la dura critica dell'ex premier.

Renzi ha quindi invocato decisioni "basate su valutazioni scientifiche" e ha definito un nuovo lockdown come quello annunciato ieri da Macron per la Francia più comprensibile rispetto al modello operativo basato sulla pubblicazione di nuovi, continui decreti a scadenza:

"Dovremo convivere con il virus ancora per qualche mese: proprio per questo occorre organizzarsi in modo lucido, non con scelte improvvisate. Auspico che non si arrivi al lockdown, ma è più comprensibile un lockdown serio e spiegato bene come ha fatto Macron ieri sera che non procedere con decreti continui come fosse una telenovela. Facciamo un piano serio, anche duro se serve, ma un piano strategico da qui a sei mesi. Non decreti a getto continuo che scadono dopo sei giorni", ha ancora incalzato il leader di IV.

Renzi non ha quindi risparmiato critiche all'operato dell'attuale esecutivo per quanto riguarda la riapertura delle scuole, così come alle amministrazioni di alcune regioni italiane, ree secondo l'ex sindaco di Firenze di non aver lavorato abbastanza sulla prevenzione e sul rafforzamento del sistema sanitario:

"Il virus è forte, ma non giriamoci intorno. Lei parla di due Paesi che comunque tengono aperte le scuole. La ripartenza della scuola da noi è fallita perché abbiamo pensato ai banchi a rotelle e non ad avere un punto medico in ogni istituto. Perché abbiamo esasperato i professori con regole burocratiche, ma non abbiamo fatto funzionare i trasporti. Qui fanno tutti dirette Facebook – anche qualche presidente di Regione – ma poi i posti in terapia intensiva non sono cresciuti quanto necessario", sono state le parole di Renzi.

Il Covid-19 in Italia

Secondo l'ultimo bollettino  del ministero della Salute, nelle ventiquattro ore precedenti sono stati rilevati 24.991 nuovi casi di Covid-19, con 198.952 tamponi eseguiti, per un tasso di positività pari al 12,6%, in calo dello 0,1% rispetto alla giornata precedente.

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