04:14 29 Novembre 2020
Politica
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Giuseppe Conte si prende la responsabilità del Dpcm e spiega agli italiani il perché di misure così dure. Alla politica chiede invece di non soffiare sul fuoco del malessere sociale.

“Le misure non sono in discussione” perché il Dpcm “è nato da un lungo confronto tra tutte le forze di maggioranza, rappresentate dai rispettivi capi-delegazione”, devono invece essere “spiegate a una popolazione in sofferenza, che legittimamente chiede di capire i motivi delle scelte del governo”, dice il presidente del Coniglio Giuseppe Conte intervistato da Il Fatto Quotidiano.

Conte si esprime dopo le polemiche di ieri, piovute anche dall’interno della sua maggioranza, e prova a dare una chiave di lettura delle misure contenute nel nuovo Dpcm che chiudono molte delle attività economiche legate all’intrattenimento e alla socializzazione dei cittadini.

Non sono chiusure decise “indiscriminatamente” afferma Conte, “tutte le misure messe in campo rispondono alla necessità di tenere sotto controllo la curva dei contagi”.

L’obiettivo è ridurre i momenti di incontro spiega Conte, ed è per questo che è stato deciso di potenziare lo smart working e di fare “ricorso alla didattica a distanza nelle scuole secondarie di secondo grado” (le superiori), perché “puntiamo a ridurre momenti di incontri e soprattutto l’afflusso nei mezzi di trasporto durante il giorno, perché sappiamo che è soprattutto lì che si creano affollamenti e quindi occasioni di contagio”, spiega Conte dalle colonne de Il Fatto Quotidiano.

Perché non più mezzi pubblici?

“Acquistare subito centinaia di nuovi mezzi pubblici è impossibile”, spiega il premier ed è per questo motivo che si è scelta la via di decongestionare “il sistema del trasporto pubblico agendo su scuola e lavoro e altre occasioni di uscita come lo sono l’attività sportiva in palestre e piscine”.

Ridurre le occasioni di socialità

Conte spiega quindi che l’obiettivo del nuovo Dpcm è quello di ridurre le occasioni di socialità tra le persone e questo lo si poteva fare solo chiudendo quelle attività che favoriscono la socialità.

L’obiettivo è disincentivare le persone a “uscire di casa” spiega perché “diminuendo le occasioni di socialità, abbassiamo anche il numero di contatti che ognuno di noi può avere, rendendo così più facile i tracciamenti nel caso in cui una persona risulti positiva”, prosegue il premier Conte spiegando agli italiani le motivazioni del Dpcm.

Misure dure

Sappiamo che quelle scelte sono misure dure, ma “ora è il momento della responsabilità. La politica, e questo vale soprattutto per chi è al governo, deve saper dar conto delle proprie scelte ai cittadini, assumersi la responsabilità delle proprie azioni e non soffiare sul fuoco del malessere sociale per qualche percentuale di consenso nei sondaggi”, ha aggiunto ancora Conte alludendo ai distinguo che alcune forze della maggioranza hanno espresso ieri.

Tra i distinguo il vice ministro alla Salute Pierpaolo Sileri che ritiene non necessaria una chiusura generalizzata di bar e ristoranti, e Matteo Renzi, che ha annunciato chiederà a Conte di ampliare l’orario di apertura per gelaterie, pizzerie e ristoranti.

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