03:55 29 Novembre 2020
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Bella Ciao canto che appartiene alla cultura dell'Italia, con questa risposta Azzolina mette a tacere le polemiche sulla decisione di una docente di far suonare la musica della canzone alla sua classe il 25 aprile 2020.

Alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina gli tocca anche difendere il canto ‘Bella Ciao’ in piena emergenza di nuovo coronavirus.

Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, espressione di Forza Italia, ha presentato una interrogazione al ministro prendendo spunto dalla notizia che “presso le scuole medie dell’Istituto Ottaviano Bottini di Piglio, l’insegnante di musica” ha chiesto ai ragazzi di eseguire ‘Bella Ciao’ “come simbolo della Liberazione che abbiamo festeggiato il 25 aprile, ignorando che, – si legge nella interrogazione – mentre tale data rappresenta oggettivamente la liberazione dell’Italia dalla dittatura e dall’occupazione nazista, l’inno partigiano è diviso perché rappresenta una parte politica ben definita”.

La risposta della Azzolina durante il question time è stata:

“Il brano ‘Bella Ciao’ è parte del patrimonio culturale italiano, noto a livello internazionale, tradotto e cantato in tutto il mondo. È un canto che diffonde valori del tutto universali di opposizione alle guerre ed agli estremismi”.

La richiesta di Rampelli

Rampelli chiedeva alla Azzolina di far assegnare “agli alunni anche un compito sui loro coetanei Giuseppina Ghersi, stuprata e uccisa da alcuni partigiani savonesi, e su Rolando Rivi, torturato, seviziato e infine assassinato da una banda di partigiani comunisti sull’Appenino modenese”.

La denuncia della dirigente scolastica

La ministra Azzolina ha fatto notare che la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Piglio, “ha sporto querela contro ignoti per il reato di diffamazione, a seguito della lettura di alcuni post, apparsi su Facebook, nei quali veniva offesa l’immagine della scuola e di una docente di musica per aver assegnato ad una classe il compito di svolgere con uno strumento musicale (flauto dolce) la canzone ‘Bella Ciao’”.

In precedenza, l’ex presidente del Consiglio italiano e attuale Commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni ha definito cantare ‘Bella Ciao’ “un onore” dopo le polemiche scoppiare quando o Commissari europei socialisti e Gentiloni hanno intonato ‘Bella Ciao’ al Parlamento europeo.

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