03:51 04 Dicembre 2020
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I deputati pentastellati danno ragione al premier, che ieri in conferenza stampa ha escluso momentaneamente il ricorso alle linee di credito del Mes. Il leader del Pd, Nicola Zingaretti, lo riprende: "È un argomento che va affrontato in Parlamento". Esultano Lega e Fratelli d'Italia: "Conte ci dà finalmente ragione".

Alta tensione nel governo dopo le parole sul Mes pronunciate ieri sera in conferenza stampa dal premier Giuseppe Conte. “I soldi del Mes sono dei prestiti, non possono finanziare spese aggiuntive, si possono coprire spese già fatte e vanno a incrementare il debito pubblico. Se li prendiamo dovrò intervenire con tasse e tagli perché devo mantenere il debito sotto controllo”, aveva detto nella serata di ieri rispondendo alle domande dei giornalisti. Insomma, il fondo salva-Stati, “non è una panacea”, ha sentenziato il premier, sposando in toto la linea del Movimento 5 Stelle e spaccando, di fatto, la maggioranza.

"Non possiamo che condividere le parole espresse ieri dal presidente Conte in merito all'ipotesi di attivazione del fondo salva-Stati", hanno fatto sapere i deputati pentastellati in una nota ripresa dall’Ansa. I parlamentari grillini hanno rimarcato la contrarietà del gruppo all’utilizzo del Mes e hanno fatto sapere di condividere la proposta di "trasformare il Recovery Fund in uno strumento permanente".

Di segno decisamente opposto la reazione del leader del Pd, Nicola Zingaretti, che chiede che l’argomento venga affrontato in Parlamento e non “con una battuta in conferenza stampa”. Lo “strascico di polemiche” che hanno prodotto le dichiarazioni di Conte, ha poi attaccato Zingaretti, citato da Repubblica, “non è in sintonia con la volontà che abbiamo di dare punti fermi agli italiani".

Lo stesso appello arriva via Twitter dall’ex presidente della Camera e deputata del Pd, Laura Boldrini. “Ma veramente la nostra sanità non ha bisogno di risorse aggiuntive per offrire servizi migliori? A me sembra il contrario”, polemizza la Dem.

Di “grave errore politico” e “danno per gli italiani” parla invece Matteo Renzi. “Dicendo no al Mes il premier Conte fa felici Meloni e Salvini ma delude centinaia di sindaci e larga parte della sua maggioranza”, ha scritto su Facebook il leader di Italia Viva, sostenitore del ricorso a questo strumento.

Dai banchi dell’opposizione esultano deputati e senatori di Lega e Fratelli d’Italia.

“Conte ci dà finalmente ragione: il Mes non è un regalo, il presunto risparmio è assai risibile e se decidessimo di prendere i prestiti del MES i mercati ci vedrebbero come appestati”, ha scritto Giorgia Meloni in un post sui suoi canali social. “Ora speriamo che Zingaretti, Gualtieri e la stampa allineata che da tempo conducono una campagna ideologica pro Mes – continua - si mettano l'anima in pace”.

“Dopo sette mesi di tentativi di appiopparci il Mes, Conte ha riconosciuto che avevamo ragione noi”, gongola il deputato leghista Claudio Borghi. “Il premier ha dovuto dire la verità, il Mes è un prestito come qualsiasi sottoscrizione di debito italiano, non sono soldi regalati, il risparmio in termini di interessi è minimale e non è stato del tutto sincero: è zero”, ha detto durante una diretta Facebook trasmessa dai canali social della Lega. “Nel momento in cui dici di accedere al MES – ragiona ancora Borghi - dichiari di non essere in grado di accedere al mercato dei capitali, vale a dire sono alla frutta”.

“Per la nostra prudenza sul Mes siamo stati dipinti come estremisti, ma ora Conte ha ammesso che è un debito inutile e pericoloso, dando ragione alla Lega”, gli fa eco l’economista e senatore del Carroccio, Alberto Bagnai. “Ci opporremo sempre – incalza - a ciò che danneggia gli interessi del Paese”.

A criticare il premier, infine, c’è l’ex ministro, Renato Brunetta, deputato di Forza Italia, che non crede al fatto che l’accesso alle linee di credito del Mes possa rappresentare uno “stigma” sui mercati finanziari. In una lettera aperta al premier, pubblicata sul suo blog sull’Huffington Post, afferma come il Mes sia uno strumento “conveniente”, che “non ha particolari condizionalità se non quella di utilizzare le risorse per spese sanitarie dirette e indirette”, che “avrebbe finanziato e finanzierebbe il bilancio sanitario delle Regioni” e rafforzato il sistema sanitario nazionale. Per i parlamentari azzurri, che "bocciano Conte", il Mes è una risorsa che andrebbe sfruttata.

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