05:33 20 Ottobre 2020
Politica
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Dopo il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, anche Maria Stella Gelmini, di Forza Italia, e Davide Crippa, del M5S, sono risultati positivi al tampone. La prossima settimana la Giunta per il regolamento affronterà la questione del voto a distanza.

Si allunga la lista dei deputati positivi al virus. Dopo il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida ieri hanno annunciato di aver contratto il Covid anche la presidente del gruppo dei deputati di Forza Italia alla Camera, Maria Stella Gelmini, e il capogruppo dei deputati pentastellati, Davide Crippa.

Giovedì scorso il deputato del partito di Giorgia Meloni aveva fatto sapere di essersi infettato “dopo essere stato a contatto con una persona rivelatasi positiva”, nonostante si fosse attenuto “scrupolosamente” a “tutti i protocolli anti-contagio”. “Sto bene e non presento alcun sintomo”, aveva rassicurato Lollobrigida. Il parlamentare è in isolamento nella sua abitazione. “Vinceremo anche questa battaglia”, ha scritto su Facebook.

“Supereremo anche questa”, è stato il commento anche di Maria Stella Gelmini. L’ex ministro dell’Istruzione nel IV governo Berlusconi ha dovuto rinunciare a partecipare ai funerali di Jole Santelli, la governatrice azzurra della regione Calabria, scomparsa prematuramente per un cancro. “Tra poche ore avrei dovuto prendere un volo, per andare a Cosenza a dare l’ultimo saluto a Jole Santelli – ha scritto in un post su Facebook - e invece niente”. “Anche io sono positiva al Covid, l’ho scoperto stamattina”, ha annunciato la Gelmini, anche lei asintomatica. ”Questo virus – mette in guardia - è subdolo e pericoloso”. “Massima precauzione e rigore: le uniche ricette per sconfiggerlo”, avverte.

Anche Crippa è in buone condizioni di salute e, sempre sui social network rende noto “che sono stati attivati tutti i protocolli previsti”. Nei giorni scorsi altri parlamentari erano risultati positivi al tampone, come Eugenio Zoffili e Francesco Zicchieri, della Lega, e la deputata del gruppo Misto, Alessandra Ermellino. Con tre nuovi casi a Montecitorio le assenze per virus salgono ancora e parallelamente torna alla ribalta il dibattito sul voto a distanza. Tra i sostenitori ci sono i parlamentari grillini e Dem.

Giovedì scorso il presidente della Camera, Roberto Fico, aveva anticipato che già a partire dalla prossima settimana la Giunta per il regolamento “tornerà a riunirsi per accelerare sulla digitalizzazione degli atti parlamentari e discutere di come la Camera deve lavorare in emergenza, a partire dal tema del voto a distanza per i deputati impossibilitati a raggiungere Montecitorio a causa di provvedimenti delle autorità sanitarie”.

“Abbiamo il dovere  di garantire il funzionamento del Parlamento, anche durante una fase delicata e complessa come quella che stiamo vivendo”, ha aggiunto Fico, auspicando “un confronto costruttivo fra tutti i gruppi, ampia partecipazione e approfondimento” sul tema. Ad intervenire sulla questione ieri, sempre via social network, è stato il deputato del Pd, Emanuele Fiano, che rivendica di aver caldeggiato l’introduzione della procedura dallo scorso mese di marzo “per venire incontro, preventivamente, alle evidenti difficoltà a cui il Parlamento, che deve continuare a lavorare, sarebbe andato incontro”. “Poi – prosegue il post di Fiano - lo abbiamo richiesto il giorno in cui alla maggioranza mancavano circa 45 deputati per motivi legati al Covid”.

“Quando torneremo alla Camera lunedì – avverte - ci saranno decine di colleghi in isolamento per aver avuto contatti ravvicinati con questi”. “Ma – attacca - tutto il centrodestra e Italia Viva rimangono fermamente contrari al voto a distanza, che ci permetterebbe, come si fa in Europa, di svolgere la nostra regolare attività costituzionalmente insostituibile anche in presenza di un peggioramento della diffusione del virus in Parlamento”. “Se rimarrà il conservatorismo politico di chi si oppone alle innovazioni in tempo di emergenza tra un po’ in Parlamento voteremo intorno ad un tavolo tra pochi intimi”, conclude il deputato Dem.

Sempre nelle file del partito democratico era stato il costituzionalista Stefano Ceccanti ad aver promosso una raccolta firme. “Sono arrivate a 114 – fa sapere citato da Askanews - ma cosa dobbiamo ancora attendere”. La questione però divide la stessa maggioranza. “Non c’è bisogno di chiudere Montecitorio per lavorare in sicurezza, servono misure più efficaci”, ribatte Marco Di Maio, di Italia Viva, sentito dalla stessa agenzia, che invoca “tamponi, distanziamenti negli uffici, test per tutti e vaccini anti-influenzali”. “Se lavorano fabbriche e uffici – conclude - anche il Parlamento può farlo”.

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