05:53 20 Ottobre 2020
Politica
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All'inizio di questa settimana il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha promesso che Mosca risponderà proporzionalmente e in modo debito alle sanzioni della UE contro Mosca per il caso del leader dell'opposizione extraparlamentare russa Alexey Navalny.

Mosca risponderà in modo debito alle sanzioni dell'Unione europea per il caso Alexey Navalny e queste misure potrebbero andare a centrare i legami bilaterali con Germania e Francia, ha dichiarato ai giornalisti Vladimir Chizhov, rappresentante permanente della Russia a Bruxelles.

"Indubbiamente, verranno prese misure di risposta speculari. Dal momento che le sanzioni introdotte sono personali, la risposta sarà ovviamente ad personam", ha detto Chizhov.

"È logico presumere che le misure di risposta possano influenzare le relazioni bilaterali di Mosca con Berlino e Parigi, perché nessuno nasconde chi sia dietro questa situazione", ha aggiunto il diplomatico russo.

Il diplomatico ha osservato che la Russia vede le nuove restrizioni come "misure unilaterali e illegali, proprio come tutte le precedenti sanzioni". Ha sottolineato che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è l'unico organo che ha il mandato di introdurre sanzioni.

In precedenza i ministri degli Esteri dei Paesi membri dell'Unione Europea avevano raggiunto il consenso per le sanzioni contro Mosca relative al caso del presunto avvelenamento del leader dell'opposizione extraparlamentare russa Alexey Navalny e successivamente sono diventate operative.

Caso Navalny

Alexey Navalny è stato ricoverato nella città russa di Omsk il 20 agosto dopo un malore durante un volo interno. I medici russi hanno combattuto per la vita di Navalny per 44 ore senza sosta e hanno diagnosticato al paziente una disfunzione metabolica causata da bassi livelli di zucchero nel sangue.

In seguito Navalny è stato trasferito in aereo a Berlino, presso la clinica Charite, dove i medici hanno inizialmente trovato una sostanza relazionata a un gruppo d'inibitori della colinesterasi nel suo organismo, prima di affermare di aver trovato tracce di una sostanza simile al Novichok nel suo corpo.

Allo stesso tempo, è noto che il Bundesnachrichtendienst, il servizio d'intelligence della Repubblica Federale Tedesca, ha avuto accesso all'agente chimico Novichok negli anni '90. Le autorità tedesche non hanno negato il fatto.

Il 23 settembre Navalny è stato dimesso dalla clinica Charite, dove ha trascorso un periodo di degenza di 32 giorni.

Martedì, l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche ha affermato che Navalny è stato avvelenato con una sostanza simile a Novichok, ma non è presente negli elenchi delle sostanze proibite.

Tags:
Sanzioni, Alexey Navalny, Unione Europea, Russia
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