13:41 31 Ottobre 2020
Politica
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L'esame del progetto di legge che prevede la rimozione del requisito di età minimo di 25 anni per poter essere elettori attivi del Senato della Repubblica è stato rinviato a data da destinarsi.

Questa mattina il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, ha accolto la richiesta dei presidenti dei gruppi di rinviare l'esame del progetto di legge costituzionale sulla concessione del voto ai 18enni per l'elezione del Senato della Repubblica, approvato già in prima lettura a Montecitorio e a Palazzo Madama.

Il provvedimento, come riferito dalla vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni, sarà esaminato in una data ancora da definirsi.

E' stata tuttavia una mattinata di grande tensione interna alla maggioranza, con Partito Democratico e Movimento Cinquestelle che hanno sostanzialmente accusato Italia Viva di aver causato l'empasse.

Graziano Del Rio, capogruppo PD alla Camera esponente di spicco dei dem, ha spiegato di auspicarsi "un chiarimento ai massimi livelli promosso dal presidente del Consiglio", sottolineando come il progetto stesso di riforma sia fondamentale in quanto va ad incastrarsi con il taglio dei parlamentari recentemente approvato tramite referendum:

"Il taglio dei parlamentari è un pezzo di un puzzle che deve essere completato, i pezzi devono andare tutti in ordine e a regime. Inoltre, il voto per i 18enni al Senato era stato già votato da tutte le forze politiche, noi lo facemmo dall'opposizione. E' un qualcosa che dobbiamo ai ragazzi".

A fargli eco c'è poi il vicesegretario del partito Andrea Orlando, il quale ha invitato a non minimizzare quanto accaduto nella giornata di oggi, anche in considerazione di un frangente storico in cui il Paese "chiede compattezza":

"E' un fatto politico di cui si deve fare carico tutta la maggioranza, a partire da chi la guida, perché ci sia un chiarimento", sono state le sue parole.

Dello stesso avviso anche il Movimento Cinquestelle, che hanno commentato quanto accaduto con una nota delle senatrici e dei senatori nella Commissioni affari Costituzionali del Senato:

"L’allargamento della partecipazione dei giovani alla vita politica attraverso l'abbassamento a 18 anni dell'età per eleggere i senatori è una riforma importante e urgente. E' un punto fermo per la maggioranza in base a quanto abbiamo stabilito nel piano delle riforme che stiamo portando avanti, quindi è un impegno che anche Italia Viva deve mantenere. Come è noto il nostro Paese sta attraversando una fase molto critica e il Parlamento deve andare avanti, non mostrarsi agli italiani impantanato in giochini tattici e perdite di tempo", si legge nel comunicato.

Italia Viva: "Non andiamo avanti senza progetto unitario"

La replica del partito guidato da Matteo Renzi è stato affidato ad un post su Facebook della capogruppo di IV alla Camera, Maria Elena Boschi, la quale ha affermato che l'intenzione di Italia Viva, prima di andare avanti con le riforme, è quella di concordare un "progetto unitario" interno alla maggioranza:

"Vogliamo dare ai diciottenni il voto per il Senato? Bene. Ma prima decidiamo che cosa fa il Senato, quale legge elettorale, quale correttivo dopo la riduzione del numero dei parlamentari. Siamo pronti a dare una mano ma prima chiariamoci sul cosa fare, come e quando. Serve una visione politica, non si deve inseguire il populismo. E noi ci siamo", ha scritto l'ex ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento.

Davide Faraone, capogruppo al Senato di Italia viva, ha invece risposto all'appello lanciato da Delrio e Orlando, chiedendo un "chiarimento politico con Conte" sul progetto di riforma costituzionale.

Il Ddl costituzionale sul voto dei 18enni al Senato

Il nuovo Ddl costituzionale si compone di un unico articolo che, andando a modificare l'articolo 58, comma primo della Costituzione, introduce dei cambiamenti relativi al requisito anagrafico per poter essere elettori attivi del Senato.

Al primo comma dell'articolo 58, che riguarda l'elezione del Senato, è prevista infatti la soppressione delle parole: "dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età". In tal modo, il testo costituzionale risultante reciterebbe: "I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto".

Con tale modifica, il dettato costituzionale circa l'elettorato attivo per il Senato della Repubblica verrebbe uniformato a quello previsto per la Camera dei deputati, come previsto dall'articolo 56, comma primo della Costituzione: "La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto".

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