13:46 24 Ottobre 2020
Politica
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Il premier del Regno Unito Boris Johnson aveva fissato il 15 ottobre come "deadline" per le trattative volte a trovare un accordo tra Londra e Bruxelles sulle future relazioni commerciali.

Per l'UE la data indicata dal premier britannico non è mai stata una scandenza, riferiscono fonti europee, citate da ANSA. Secondo le fonti, la posizione di Johnson sembra essere una tattica negoziale.

Intanto oggi si è concluso un altro round di colloqui tra i negoziatori delle parti, David Frost e Michel Barnier. Barend Leyts, portavoce del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, ha annunciato una conversazione telefonica tra Boris Johnson, Charles Michel e il presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen.

Il vicepresidente della Commissione europea Maros Sefcovic ha affermato lunedì prossimo è attesa un'altra riunione del Comitato congiunto GB-UE.

​"E' essenziale non perdere lo slancio. Abbiamo bisogno di vedere progressi reali. La piena e tempestiva attuazione dell'accordo di recesso è di fondamentale importanza", ha scritto Sefcovic.

Le trattative sulla Brexit

Il 31 gennaio il Regno Unito ha lasciato ufficialmente l'Unione europea, completando un processo di tre anni e mezzo iniziato con il referendum sulla Brexit del 2016. Fino alla fine dell'anno, il Regno Unito risulta soggetto alle norme e ai regolamenti dell'UE nell'ambito di un periodo di transizione che ha concesso a entrambe le parti 11 mesi per concludere accordi su una vasta gamma di settori di cooperazione, compreso il commercio.

Se l'accordo tra le parti non sarà raggiunto, le relazioni tra Londra e Bruxelles saranno regolarizzate dalle norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), con l'applicazione di tutti i dazi e le quote commerciali.

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