13:29 21 Ottobre 2020
Politica
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (82)
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Il ridistribuzione di combattenti siriani e libici da parte della Turchia nella regione del Karabakh potrebbe far esplodere il terrorismo nella regione ed oltre, ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri armeno Zohrab Mnatsakanyan.

"Dopo aver usato l'assistenza dei terroristi filo-turchi, l'Azerbaigian è diventato la piattaforma per la Turchia per espandere la sua influenza e il focolaio del terrorismo internazionale nella nostra regione. La politica per fomentare e incoraggiare le organizzazioni terroristiche e consentire loro il passaggio nel Caucaso meridionale può portare a una nuova esplosione di violenza e terrorismo nella nostra regione ed oltre i suoi confini", ha detto il capo della diplomazia di Yerevan dopo i colloqui con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

Mnatsakanyan ha affermato che la ridistribuzione dei guerriglieri dalla Siria e dalla Libia in Azerbaigian da parte della Turchia è stata dimostrata dall'Armenia e "registrata ed espressa alla comunità internazionale".

Nel mentre il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev ritiene che la Turchia debba necessariamente svolgere un ruolo attivo nel processo di risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh.

"Questa è la nostra posizione. La Turchia deve sicuramente svolgere un ruolo attivo nella risoluzione politica del conflitto", ha detto lunedì Aliyev in un'intervista al canale televisivo turco Haber Global.

Sempre al canale turco, il capo di Stato azero aveva dichiarato che Baku "andrà fino in fondo" per risolvere il conflitto del Nagorno-Karabakh.

Negoziati di Mosca e tregua

I capi delle diplomazie di Baku e Yerevan durante i negoziati a Mosca conclusi venerdì scorso in tarda serata hanno concordato il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh a partire da mezzogiorno di sabato 10 ottobre. I ministri degli Esteri di Armenia e Azerbaigian erano arrivati a Mosca su invito del presidente russo Vladimir Putin. I negoziati sono durati oltre dieci ore.

Tuttavia la tregua si è mostrata fragile si da subito, con accuse da entrambe le parti di violazione del cessate il fuoco e proseguimento di operazioni militari lungo la linea del fronte.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

Tema:
Tensione nel Nagorno-Karabakh (82)
Tags:
Terrorismo, Caucaso, Turchia, Armenia, Situazione nel Nagorno-Karabakh, Nagorno-Karabakh
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