00:44 22 Ottobre 2020
Politica
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L'esponente del partito ed ex parlamentare torna a parlare dopo l'intervista-bomba rilasciata a La7. E affronta di nuovo temi delicati per il movimento come l'alleanza con il PD, la questione del terzo mandato e il tradimento dell'identità.

Non ha certo peli sulla lingua ultimamente Alessandro Di Battista, che afferma di non avere "timore della rappresaglia mediatica anche interna" e che per questo può imputare il crollo dei consensi alle Europee perché in tanti vedono "il M5S [come] una forza politica che non ha rispettato determinate promesse, che non è stata coerente”.

Tra i nodi spinosi, l'alleanza con il PD, una delle scelte che avrebbe minato l'identità e la ragion d'essere del movimento fondato da Grillo e Casaleggio. Per Di Battista infatti l'alleanza fa comodo ai democratici di sinistra ma non certo ai 5 Stelle.

"Nel momento in cui vai verso una direzione, sei tu M5S - che hai fatto della rottura del sistema bipolare la tua essenza - che vieni pregiudicato non gli altri. Ed è ciò che accadrà se non fermiamo questa deriva", ha spiegato, ipotizzando un movimento all'8% se non si invertirà la rotta.

Ma non per questo Di Battista vorrebbe un movimento all'opposizione, perché "vorrei sempre un movimento governista, perché io vorrei sempre un M5S al governo", le sue parole. 

L'ex deputato ha respinto le accuse di essere un avvelenatore, ribadendo di anteporre a tutto gli interessi del movimento.

"Mi bastava rilasciare tre interviste moderate per fare il ministro della Repubblica, ma non lo faccio perché il futuro i del Movimento è più importante della mia convenienza personale", ha dichiarato.

Di Battista si è espresso anche sulla questione del terzo mandato, ribadendo la sua fedeltà all'idea originaria secondo la quale la politica rimane un servizio reso ai cittadini e non una professione. Tema, questo, che era stato al centro della sua intervista a LA7, dove aveva pronosticato una possibile deriva in stile-Udeur per i 5 Stelle.

"Oggi è in atto una legittima diatriba interna tra chi vorrebbe proseguire a tempo indeterminato una propria carriera politica e chi invece combatte la politica professionista: per questo io vengo da alcune persone detestato da alcune persone nel Movimento 5 Stelle, neanche per il tema delle alleanze, ma perché sapete che sarei un baluardo a questa modifica", ha detto. 

Favorevole comunque riguardo la possibilità di candidarsi alle amministrative per un parlamentare uscente. 

Infine un parere sulla questione della leadership già affrontata nell'ultima assemblea.

"Io non ho nessun problema a cambiare la figura del capo politico con una guida collegiale anche se so che una parte del Movimento lo fa non per convinzione ma per timore che io possa fare il capo politico", ha detto.
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