15:06 31 Ottobre 2020
Politica
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (87)
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Dopo il tradizionale Angelus domenicale, il Pontefice ha pregato per la gente in pericolo a seguito del conflitto nella regione contesa del Nagorno-Karabakh, dove la tregua concordata è appesa a un filo.

Il Santo Padre, pur apprezzando l'accordo sul cessate il fuoco tra le parti in conflitto nel Nagorno Karabakh, ha espresso dolore per la perdita di vite umane e la distruzione di luoghi di culto nella regione ed ha auspicato che la tregua si trasformi in un vero accordo di pace per porre fine all'annosa controversia che divide armeni e azeri.

"Ho apprezzato che tra Armenia e Azerbaigian sia stato concordato un cessate il fuoco per motivi umanitari, in vista del raggiungimento di un sostanziale accordo di pace. Nonostante la tregua si dimostri troppo fragile, incoraggio a riprenderla ed esprimo partecipazione al dolore per la perdita di vite umane, per le sofferenze patite, nonché per la distruzione di abitazioni e luoghi di culto. Prego e invito a pregare per le vittime e per tutti coloro la cui vita è in pericolo", le parole di Papa Francesco dopo l'Angelus riportate dall'agenzia Vatican News.

In precedenza il ministero degli Esteri russo aveva riferito che nei colloqui telefonici odierni avuti da Lavrov con i ministri degli Esteri di Armenia e Azerbagian al capo della diplomazia di Mosca era stato ribadito l'impegno di entrambe le parti al rispetto della tregua concordata venerdì dopo lunghi negoziati nella capitale russa.

Nonostante la tregua raggiunta, le parti in conflitto continuano ad accusarsi a vicenda di violazioni del cessate il fuoco e di proseguimento di operazioni militari.

© Foto : Ufficio Stampa Ambasciata Azerbaigiana in Italia

Escalation nel Nagorno-Karabakh

I combattimenti sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh sono iniziati il ​​27 settembre. Armenia e Azerbaigian si accusano a vicenda di aver riacceso il conflitto, il governo indipendentista filo-armeno della repubblica non riconosciuta denuncia bombardamenti di artiglieria delle forze azere su centri abitati, compresa la capitale Stepanakert. L'Armenia ha dichiarato la legge marziale e - per la prima volta - la mobilitazione generale, sostenendo che Ankara sostiene attivamente Baku. In Azerbaigian è stata invece introdotta una mobilitazione parziale.

I leader di Russia, Stati Uniti e Francia hanno invitato le parti opposte a porre fine agli scontri e ad impegnarsi ad avviare negoziati senza precondizioni. La Turchia ha dichiarato che fornirà all'Azerbaigian qualsiasi sostegno richiesto sullo sfondo di un altro aggravamento della situazione nel Nagorno-Karabakh.

Tema:
Tensione nel Nagorno-Karabakh (87)
Tags:
Vaticano, Azerbaigian, Armenia, Situazione nel Nagorno-Karabakh, Nagorno-Karabakh, Papa Francesco
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