05:04 24 Ottobre 2020
Politica
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La Russia non lascierà senza risposta le possibili sanzioni nei suoi confronti da parte dell'Unione Europea in relazione al caso dell'attivista russo Alexey Navalny, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

Zakharova è intervenuta sulla tv liberale russa Dozhd dove ha sottolineato che non ci sono prove del coinvolgimento della Russia nel caso dell'attivista ed ha criticato l'atteggiamento dell'Occidente, che propone di prendere le accuse contro Mosca "per scontato", in mancanza di altri dati  "da presentare alla comunità internazionale".

"Sanzioni, liste nere, misure restrittive: nei rapporti internazionali tutto questo porta ad una sola cosa, le misure di ritorsione. Siano simmetriche, parallele oppure simili, non importa", ha detto Zakharova in un'intervista al canale televisivo Dozhd.

La portavoce ha affermato che l'Occidente ha approfittato della situazione con Navalny per poter imporre nuove restrizioni a Mosca.

"Bisogna determinare quale sia la realtà. A nostro avviso, questa è la seconda situazione in cui le sanzioni sono già in fase di preparazione da qualche parte nel profondo, mentre concettualmente, a quanto pare, l'orologio biologico dell'Occidente è giunto al momento di introdurre nuove sanzioni contro il nostro paese", ha dichiarato.

Zakharova ha fatto notare che l'Unione Europea, nel caso volesse veramente "scoprire la verità" e capire cosa sia successo, non avrebbe inserito nel dibattito sul caso Navalny il tema di nuove sanzioni.

"La domanda non è questa, ma cosa vogliono ottenere in tal modo, qual è la definizione degli obiettivi. Scoprire la verità, fare il punto sulla situazione? Se questo è l'obiettivo, allora cosa c'entrano le sanzioni?", ha detto.

Possibili sanzioni contro Mosca

Nella serata di ieri Francia e Germania hanno dichiarato che invieranno ai paesi dell'Unione Europea un progetto delle sanzioni contro la Russia per il caso Navalny. La dichiarazione congiunta dei due paesi spiega che le sanzioni interesseranno coloro che Parigi e Berlino ritengono "responsabili di questo crimine" e "le persone coinvolte nel programma Novichok".

Ad avviso di Francia e Germania, "non ci sia altra spiegazione plausibile per l'avvelenamento del signor Navalny che una responsabilità e un coinvolgimento della Russia".

Caso Navalny

Alexey Navalny è stato ricoverato nella città russa di Omsk il 20 agosto dopo un malore durante un volo interno. I medici russi hanno combattuto per la vita di Navalny per 44 ore senza sosta e hanno diagnosticato al paziente una disfunzione metabolica causata da bassi livelli di zucchero nel sangue.

In seguito Navalny è stato trasferito in aereo a Berlino, presso la clinica Charite, dove i medici hanno inizialmente trovato una sostanza relazionata a un gruppo d'inibitori della colinesterasi nel suo organismo, prima di affermare di aver trovato tracce di una sostanza simile al Novichok nel suo corpo.

Allo stesso tempo, è noto che il Bundesnachrichtendienst, il servizio d'intelligence della Repubblica Federale Tedesca, ha avuto accesso all'agente chimico Novichok negli anni '90. Le autorità tedesche non hanno negato il fatto.

Il 23 settembre Navalny è stato dimesso dalla clinica Charite, dove ha trascorso un periodo di degenza di 32 giorni.

Martedì, l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche ha affermato che Navalny è stato avvelenato con una sostanza simile a Novichok, ma non è presente negli elenchi delle sostanze proibite.

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