12:39 30 Ottobre 2020
Politica
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Il segretario dem punta a un proporzionale con soglia di sbarramento al 5% e rivendica il ruolo del PD di perno di ogni maggioranza antisovranista.

Le ultime consultazioni elettorali hanno incensato la linea del segretario Nicola Zingaretti all'interno del PD, che un sondaggio Ixè dà al 22,1% a meno di un punto di scarto dalla Lega, che è al 23%. L'obiettivo di Zingaretti è proprio quello di effettuare il sorpasso, consolidare il PD come primo partito e perno di una larga maggioranza anti-sovranista. Il progetto del governatore del Lazio emerge dalle dichiarazioni rilasciate al giornalista Antonio Polito in un'intervista pubblicata dal Corriere della Sera

Zingaretti ha dichiarato che resterà governatore del Lazio fino al 2023, rinunciando ad un eventuale ingresso nel governo, ma la sua leadership si consolida all'interno del partito con un piano specifico, quello di "ripristinare il bipolarismo con sistema proporzionale e sbarramento al 5%". Una soglia che "spinge al voto utile, e noi possiamo diventare il primo partito italiano, il perno di ogni possibile maggioranza anti-sovranisti", spiega. 

"Per me vincere le prossime elezioni politiche vuol dire tenere i sovranisti sotto il 50%. Il resto mi va bene tutto", afferma Zingaretti, che pensa a larghe alleanze. "Per affermare i tuoi valori devi spostare equilibri, fare alleanze, disarticolare gli avversari - spiega - Invece sembrano tutti contagiati dal celodurismo".

Il segretario dem rivendica un ruolo determinante per la stabilità del governo. "Ho girato 140 piazze elettorali - dice - quando nessuno della maggioranza ci metteva la faccia. Con i nostri voti abbiamo fatto una trasfusione di sangue al governo. Adesso non vorrei che si approfittasse della ritrovata stabilità per prendersela comoda".

E sul Mes afferma: "Possibile che stiamo ancora a perdere tempo sul Mes? Voglio dirlo chiaro: l’obiettivo su cui si gioca quest’alleanza di governo non è più l’elezione del prossimo capo dello Stato, come si poteva ancora immaginare a gennaio, ma il Recovery plan e la ricostruzione del Paese".

Rivendica anche la sua linea che ha portato all'alleanza giallo-rossa, mal digerita da Calenda e Renzi, in seguito proprio per questo usciti dal PD. 

"Su una cosa ho avuto di sicuro ragione - precisa - al Congresso avevo detto che i Cinquestelle non sono la stessa cosa della Lega. Sono nostri competitori, certo. Ma il governo che abbiamo fatto insieme ha ribaltato i rapporti dell’Italia con l’Europa. Ora siamo ascoltati, c’è fiducia in noi, anche per il modo in cui abbiamo fronteggiato l’epidemia. È un capitale decisivo per l’Italia - conclude - l’abbiamo messo in banca noi"

Tags:
Nicola Zingaretti, Roma, Lega, PD, Italia
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