12:36 30 Ottobre 2020
Politica
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Colloquio a tutto campo tra Erdogan e Merkel. La Turchia non è soddisfatta dell'atteggiamento dell'Europa nei suoi confronti.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato in una conversazione in videoconferenza con il cancelliere tedesco Angela Merkel che le decisioni di Bruxelles sui rapporti UE-Turchia prese la settimana scorsa sono insufficienti per risolvere i problemi nelle relazioni tra le parti, ha riferito l'ufficio stampa del presidente turco.

Erdogan e Merkel hanno discusso delle relazioni tra Turchia e Germania e l'UE, delle questioni regionali, in particolare nel Mediterraneo orientale, in Libia, nonchè le recenti tensioni tra Azerbaigian e Armenia.

"Il presidente ha affermato che la dichiarazione emessa a seguito del vertice dell'UE sulla Turchia manca di elementi per creare un terreno di cooperazione e dialogo per superare i problemi esistenti tra la Turchia e l'UE", osserva la nota dell'ufficio stampa del capo dello Stato turco.

"Notiamo che l'UE cede alle pressioni e ai ricatti della Grecia e l'amministrazione greco-cipriota, nonostante un approcio ben intenzionato da parte della Turchia. Il presidente Erdogan ha affermato che gli interessi principali dell'Europa non devono essere sacrificati per compiacere gli interessi minori di pochi stati membri", aggiunge la nota.

Sulla situazione nel Nagorno-Karabakh Erdogan ha affermato la necessità di adempiere alle decisioni dell'ONU sui territori dell'Azerbaigian "occupati dall'Armenia".

Parlando della situazione in Libia, il leader turco ha sottolineato il bisogno di preservare le opportunità create grazie al cessate il fuoco nel Paese.

Le decisioni del vertice UE sulla Turchia

Nella scorsa settimana il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, dopo la conclusione del primo giorno del vertice, ha affermato che l'UE lascerà la possibilità di un dialogo a pieno titolo con la Turchia sulla situazione nel Mediterraneo orientale e tornerà a discutere di questo tema al vertice di dicembre.

Michel ha specificato che le decisioni dell'UE confermano il sostegno per Grecia e Cipro. Questi ultimi hanno richiesto l'imposizione di sanzioni contro la Turchia, accusandola di aver violato i loro diritti sovrani.

L'escalation nel Mediterraneo orientale

Dopo la firma di un accordo marittimo tra Atene e Il Cairo, Recep Tayyip Erdogan ha annunciato all'inizio di agosto la ripresa degli studi dei fondali alla ricerca di idrocarburi in un'area contesa del Mediterraneo orientale.

Ankara ha intensificato le perforazioni al largo di Cipro. Queste attività sono considerate "illegali" dalla maggior parte dei Paesi della regione e dell'Unione Europea. Emmanuel Macron ha denunciato la "violazione" da parte della Turchia della sovranità greca e cipriota.

Il presidente ha annunciato un rafforzamento temporaneo della presenza militare francese nella regione con il dispiegamento di due caccia Rafale e due navi della Marina francese.

A seguito di questa iniziativa, la Turchia ha accusato la Francia di comportarsi "da gangster" e di "accentuare le tensioni" con la Grecia, sostenendo che non era quello che voleva e rigettando la responsabilità delle tensioni su Atene.

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