11:26 20 Ottobre 2020
Politica
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Il centrodestra ha presentato una risoluzione in cui condiziona la proroga dello stato d'emergenza ad un dibattito in parlamento in presenza del presidente del Consiglio. Intanto manca il numero legale alla Camera per il voto sulle risoluzioni presentate da Speranza.

"L'Italia è diventata simbolo di resistenza in tutto il mondo, ma la battaglia non è vinta, la soglia di attenzione deve restare massima anche nelle settimane e nei mesi a venire". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte durante il suo intervento nell'assemblea annuale di Confcooperative. 

Le parole del presidente del Consiglio fanno eco a quanto riferito questa mattina dal ministro della Salute, Roberto Speranza, in merito alle disposizioni contenute nel nuovo dpcm, che contiene l'obbligo di mascherina anche all'aperto e l'estensione dello stato d'emergenza la 31 gennaio. 

"I risultati non sono acquisiti per sempre - ha detto Speranza - la sfida è aperta e bisogno insistere sulla linea della prudenza. Il premier ha già annunciato che ci vuole una continuità dello stato d'emergenza fino alla fine di gennaio. L'emergenza non è finita, ci dobbiamo fare i conti. Bisogna mantenere quell'impalcatura istituzionale che fino ad ora ha funzionato. Lo stato d'emergenza è stato prorogato molte volte nella storia d'Italia".

Ma il centrodestra, dopo la comunicazione del ministro, ha presentato una risoluzione per chiedere "un ampio e approfondito dibattito parlamentare - alla presenza del presidente del consiglio - sulle effettiva necessità della stessa e sulle ragioni dell'eventuale provvedimento" come condizione per la proroga dello stato d'emergenza. 

Numero legale non raggiunto alla Camera

Intanto manca nuovamente il numero legale alla Camera per il voto sulle risoluzioni relative alle comunicazioni del ministro della Salute, e il centrodestra festeggia. Il presidente di turno, Ettore Rosato, constatato la mancanza del numero legale per 8 voti e ha richiamato l'opposizione. "Non c'è nulla da festeggiare", ha detto Rosato, che ha rinviato la votazione a mercoledì mattina. 

"Chiedo di verificare se il numero delle persone assenti dei gruppi di maggioranza che risultano in elenco, ma che su richiesta degli uffici della Camere, non hanno partecipato al voto, hanno contribuito a inficiare il numero legale", ha detto il deputato del Pd, Emanuele Fiano. "Quando manca il numero legale - ha osservato - il problema è sempre della maggioranza ma noi, lo abbiamo già fatto presente nel corso dell'ultima capigruppo, non possiamo continuare come se nulla fosse sull'andamento dei lavori della Camera. Oltre all'elenco che è già nelle mani della presidenza con il numero esatto delle persone che, su richiesta dei questori sono dovute rimanere a casa, ci sono i colleghi che stanno lavorando nelle commissioni che non sono potute venire in Aula", ha sottolineato.

Stefano Ceccanti, invece, punta il dito contro il centrodestra che facendo mancare il numero legale sarebbe "venuto meno al fair play" visto che alcuni deputati della maggioranza sarebbero assenti a causa del Covid.

"Maggioranza allo sbando, litigiosa e assente, perfino quando si parla di Virus'', commenta invece il leader della Lega Matteo Salvini a cui da eco il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari. 

"Se c'è emergenza sanitaria perché la maggioranza non è in aula? Forse non ci credono nemmeno loro? Non riescono nemmeno a garantire il numero legale. La maggioranza vuole prorogare lo stato di emergenza senza spiegarne le ragioni e senza la presenza di Conte in aula. Che vergogna, non c'è alcun rispetto per il Parlamento e per i cittadini: da un Governo dalla vocazione autoritaria allo sbando non arriverà niente di buono", ha detto Molinari.

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Giuseppe Conte, Coronavirus, Italia
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