13:41 21 Ottobre 2020
Politica
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I partecipanti alla conferenza ministeriale sulla Libia hanno invitato le parti a stabilire il prima possibile una zona demilitarizzata a Sirte e nei dintorni della città, riferisce una nota dei co-presidenti della riunione.

Lunedì l'ONU e la Germania hanno tenuto la seconda conferenza sulla soluzione del conflitto in Libia al livello di ministri degli Esteri. La prima riunione si era svolta a gennaio a Berlino.

Il documento dichiara che i partecipanti alla riunione hanno esortato le parti alla "rapida creazione di un'eventuale zona demilitarizzata a Sirte e dintorni per consentirle di diventare la sede delle istituzioni statali nel periodo di transizione discusso a Montreux".

Le trattitive tra le parti in conflitto in Libia si sono svolte il 7-9 settembre a Montreux, dove è stata accordata l'intenzione di siglare un accordo politico. Come riferito dal ministero degli Esteri tedesco, la roadmap concordata a Montreux prevede la riforma del potere esecutivo (nuovo consiglio presidenziale e nuovo governo), nonché le elezioni entro 18 mesi.

I partecipanti alla conferenza hanno anche invitato le parti a concordare rapidamente un cessate il fuoco duraturo.

"I partecipanti hanno accolto con favore la recente sospensione delle ostilità. Hanno sottolineato la necessità di interrrompere immediatamente gli interventi militari stranieri in Libia. C'è stato un ampio consenso sul fatto che le ripetute violazioni dell'embargo sulle armi delle Nazioni Unite devono essere fermate immediatamente", afferma il documento.
La guerra in Libia

Dopo il rovesciamento e l'assassinio del leader libico Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia ha praticamente smesso di essere governato come stato unitario.

Il parlamento eletto dal popolo si trova ad est ed è sostenuto dal maresciallo dell'Esercito Nazionale Libico Khalifa Haftar, mentre a ovest, nella capitale Tripoli, il Governo di Accordo Nazionale Fayez al-Sarraj si è formato con il sostegno delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea. Le autorità della parte orientale del paese operano indipendentemente da Tripoli e cooperano con l'esercito nazionale libico di Khalifa Haftar.

Lo scorso 21 agosto i due esecutivi libici hanno reso noto di aver raggiunto un'intesa per un cessate il fuoco. Nonostante ciò, nel paese è proseguito il flusso di armi ed armamenti, con entrambi le parti in conflitto che si accusano accusano gli di ricevere uomini, armi ed equipaggiamento dall'estero.

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