01:07 22 Ottobre 2020
Politica
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (82)
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La NATO è preoccupata per le morti tra la popolazione civile nella zona di conflitto nel Nagorno-Karabakh ed esorta le parti al cessate il fuoco e all'avvio dei colloqui, ha dichiarato oggi il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg.

Jens Stoltenberg si è recato in visita ad Ankara lunedì. Il capo dell'Alleanza atlantica ha tenuto le trattative con il ministro degli Esteri della Turchia Mevlut Cavusoglu. In seguito ai colloqui Stoltenberg ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa.

"Siamo molto preoccupati per la situazione nel Nagorno-Karabakh. Osserviamo che stanno morendo i civili. Questo conflitto rappresenta un rischio per tutti i settori, compreso quello dell'energia. Questa situazione è molto pericolosa per l'intera regione e anche per i membri dell'alleanza. Esortiamo tutte le parti in conflitto a porre fine alla guerra immediatamente e a sedersi al tavolo dei negoziati", ha detto Stoltenberg in una conferenza stampa congiunta con Cavusoglu ad Ankara.

Successivamente è atteso anche un incontro tra Stoltenberg ed il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Il conflitto in atto 

Lo scorso 27 settembre il ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha dichiarato che le forze armate armene hanno aperto il fuoco contro le località abitate nei pressi della linea di contatto nel Nagorno-Karabakh. Stando a quanto riferito dal dicastero militare azero, ci sono state vittime e feriti tra il personale militare e la popolazione civile.

Il ministero della Difesa armeno ha affermato che il territorio del Nagorno-Karabakh “è stato sottoposto ad attacchi aerei e missilistici”. A Yerevan hanno riportato “un’offensiva di Baku” contro il Nagorno-Karabakh. La repubblica autoproclamata stessa ha riferito che nel Nagorno-Karabakh sono state sottoposte al fuoco d’artiglieria alcune zone con la popolazione civile, compresa la capitale Stepanakert: le autorità hanno invitato la popolazione a trovare un rifugio e in seguito hanno proclamato lo stato di guerra.

Lo stato di guerra e la mobilitazione generale sono stati dichiarati anche in Armenia. L’ex vice ministro della Giustizia dell’Armenia ed ex ombudsman del Nagorno-Karabakh Ruben Melikyan ha dichiarato a Sputnik che è stata la prima volta che Yerevan ha annunciato la mobilitazione generale.

Russia, USA e Francia, co-presidenti del gruppo di Minsk dell’OSCE sulla soluzione del conflitto nel Nagorno-Karabakh, così come l'Italia ed altri paesi, hanno invitato le parti a cessare le ositlità, impegnarsi ad avviare negoziati senza condizioni preliminari, condannare l'escalation delle violenze ed esprimere le condoglianze ai parenti delle vittime e dei feriti nel conflitto.

La storia della controversia in Nagorno Karabakh

Il conflitto scoppiò nel 1988, quando la regione autonoma del Nagorno-Karabakh dichiarò l'uscita dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian.

In seguito ad un confronto armato negli anni 1992-1994 l’Azerbaigian perse il controllo sul Nagorno-Karabakh e sui territori limitrofi di sette distretti. Nel 1992 furono avviati i negoziati sulla soluzione pacifica del conflitto nell’ambito del gruppo di Minsk dell’OSCE. L'Azerbaigian insiste sulla conservazione della propria integrità territoriale mentre l'Armenia protegge gli interessi della repubblica non riconosciuta del Nagorno-Karabakh, che non è parte del negoziato.

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