14:32 31 Ottobre 2020
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In un'intervista concessa all'Huffington Post, l'ex premier democristiano, Ciriaco De Mita, se la prende con chi paragona Giuseppe Conte al fondatore della Dc: "De Gasperi? Parlava poco e faceva molto".

Conte come De Gasperi? A fare il paragone, che qualcuno ha ritenuto un po’ azzardato, era stato Pier Luigi Bersani, di Articolo 1, intervistato da Lilly Gruber, su La7. Ad accomunare “l’avvocato del popolo” con il fondatore della Dc, per il deputato di sinistra, ci sarebbe la “cultura di cattolicesimo democratico attenta al sociale".

Un’analisi, quella dell’ex governatore emiliano, che non convince uno che della Dc fu segretario e presidente. “De Gasperi parlava poco e faceva molto. Fece la riforma agraria in due mesi. Questo tentativo di identità mi sembra più un tentativo di similitudine che un pensiero che risorge, perché un pensiero che torna comporterebbe una richiesta di comportamenti e una realizzazione di processi. Noi qui invece andiamo avanti con parole”, è il commento affidato dall’ex premier Ciriaco De Mita, all’Huffington Post.

In una lunga intervista con Maria Elena Capitanio, il politico democristiano che fu capo del governo, oltre che più volte ministro, e che ora, a 92 anni, fa il sindaco del suo paese natale in Campania, Nusco, dice la sua sulla situazione politica italiana e sui suoi protagonisti. Non ci sta, De Mita, ad associare Conte a Don Luigi Sturzo e De Gasperi. “Il raccordo tra il Popolarismo e questo tipo di gestione politica non mi pare abbiano alcuna forma di identità”, dice chiaro e tondo.

L’attuale classe dirigente, critica il politico, “quando parla non sa cosa dice”. “In politica – spiega - i problemi non si risolvono con le parole, si risolvono con i fatti”. Oggi, accusa “si va avanti con dichiarazioni di intenti”. “Noi abbiamo un partito, il Pd, che dovrebbe essere un partito, ma anche quello non ha pensiero perché è un insieme di persone che tenta di gestire il potere. Il potere di per sé non è un pensiero politico, di per sé è un rischio per la democrazia”, attacca l’esponente della Prima Repubblica.

Riguardo i fondi in arrivo con il Recovery Fund per affrontare la crisi portata dall’emergenza Covid, De Mita fa il paragone con il secondo Dopoguerra: “De Gasperi nel ’47 rompe la solidarietà di governo e dopo organizza l’Esecutivo di quelli che immaginavano di creare le condizioni per la crescita economica del nostro Paese. La trasformazione non fu immediata, ma dal 47’ al ’61 l’Italia crebbe in una maniera enorme. Politiche di questo genere – attacca - sono scomparse e lo sono sul piano generale”.

Conte per De Mita dovrebbe “farsi carico delle condizioni generali del Paese”. Poi critica la riforma bandiera del Movimento 5 Stelle: “Il taglio della rappresentanza parlamentare è di una grande stupidità. Nessuno di quelli che sta in Parlamento ha una convinzione del ruolo del Parlamento. Noi siamo al termine di uno scontro in cui il Parlamento non funziona e i parlamentari sono ridotti a persone senza pensiero”.

Un declino che, a parere del politico, riguarda tutto il Vecchio Continente: “Ho pensato che l’Europa si sarebbe salvata se si fosse unita, così da inglobare la Germania. Purtroppo questo non è avvenuto e siamo in presenza della decadenza dell’Europa, che è un grande problema”.

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