11:31 20 Ottobre 2020
Politica
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Le parole dell'europarlamentare giungono subito dopo quelle di Di Battista, denunciando nello stesso modo la deriva verticista del movimento.

Dopo quelle di Di Battista, che solo ieri ha accusato il movimento di star diventando come l'Udeur, in sostanza un partito volto solo a gestire poltrone e carriere, arrivano anche le parole di Ignazio Corrao a turbare la tranquillità in casa 5 Stelle. 

"Oggi siamo (o stiamo diventando) gli stessi dinosauri che combattevamo, per questo dobbiamo ricordarci le vecchie regolette che ci tenevano a servizio dei cittadini per un periodo limitato di tempo", scrive amareggiato l'europarlamentare su Facebook.

Corrao accusa la deriva verticistica intrapresa dal movimento non lesinando nomi e cognomi.

"Nessuno di noi 10 anni fa sarebbe entrato in un partito in cui le decisioni più importanti, per il movimento e di conseguenza per il Governo e per il Paese, vengono prese in segreto da Di Maio, Fico, Bonafede o Spadafora (che è passato, per la cronaca, proprio dall'Udeur, poi Margherita, poi Verdi, poi Forza Italia e infine ha raggiunto la agognata gloria politica nel Movimento 5 Stelle ultima versione, per volontà di Di Maio che se lo è preso assistente, lo ha fatto deputato, sottosegretario e poi ministro)", accusa Corrao.

Il movimento dell'uno vale uno, promotore del mandato unico inteso solo come servizio alla comunità, sta davvero diventando un partito vecchio stampo?

"Se si va avanti con l'idea che ci siano delle persone sovraordinate, inamovibili, che devono per forza stare al vertice, fare i ministri e prendersi tutti gli incarichi possibili, è giusto dire chiaramente, in modo consapevole, che siamo già nella strada dell'Udeur, nell'affermazione ufficiale di un partito con padrini e padroni. Se invece si vuol tornare ad essere movimento, mettiamoci alle spalle questa parentesi gestionale di questi ultimi anni, azzeriamo tutto e mettiamo di nuovo le idee davanti alle persone", propone Corrao.

Prima di concludere il suo lungo post difendendo Di Battista e sottolineando sarcastico che "anche nel simbolo dell'Udeur ci sono le stelle", Corrao propone le sue linee guida per salvare il movimento dal suo requiem. 

"Prima le idee e poi le persone. Turnover totale e cambio radicale di tutte le persone in ruoli chiave. Altrimenti sarà semplicemente Udeur o qualcosa di quel tipo lì, con buona pace di quel che siamo stati", conclude lapidario. 
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