11:49 20 Ottobre 2020
Politica
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (81)
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Il rappresentante permanente della Federazione Russa presso l'ONU Vasily Nebenzya ha inoltre auspicato che la dichiarazione congiunta dei leader di Stati Uniti, Russia e Francia influenzerà le azioni delle parti in conflitto nella regione contesa.

La Russia sostiene la normalizzazione del conflitto del Karabakh e non è schierata con nessuna delle due parti in conflitto, ha detto in una conferenza stampa il rappresentante permanente russo presso le Nazioni Unite Vasily Nebenzya.

"La Turchia sostiene inequivocabilmente l'Azerbaigian. Lo sappiamo. Ma questo non significa che siamo dall'altra parte e sosteniamo l'Armenia contro l'Azerbaigian. Non è così. Sosteniamo una soluzione equa, sosteniamo il cessate il fuoco, sosteniamo la fine delle ostilità", ha detto Nebenzya.

"Vogliamo che entrambi gli Stati fermino questa escalation", ha sottolineato.

Secondo il diplomatico russo, "l'internazionalizzazione del conflitto del Nagorno-Karabakh non aiuterà, aggraverà solo la situazione" e Mosca chiede "a tutte le parti di dare prova della massima moderazione e di lavorare sulla de-escalation".

Nebenzya ha inoltre auspicato che la dichiarazione congiunta dei leader di Stati Uniti, Russia e Francia influenzerà le azioni delle parti del conflitto armeno-azero.

"Oggi, i presidenti dei Paesi copresidenti del Gruppo di Minsk hanno rilasciato una dichiarazione che eleva la questione e indica quanto seriamente considerano questi eventi", ha detto Nebenzya in una conferenza stampa.

"Spero che questo avrà un effetto sulle parti in conflitto", ha sottolineato.

Il rappresentante permanente ha aggiunto che "sentiamo diverse dichiarazioni provenienti dalla regione" e "per il successo del Gruppo di Minsk occorre la volontà politica delle parti in conflitto. Purtroppo, finora abbiamo sentito alcune dichiarazioni che indicano che non siamo ancora arrivati ​​a questo punto", ha constatato il diplomatico russo.

Nel corso della giornata i ministri degli Esteri di Russia e Turchia avevano chiesto lo stop immediato alle operazioni militari nel Nagorno-Karabakh.

A sua volta il presidente turco Erdogan ha chiesto all'Osce di mettere fine "all'occupazione armena" del Nagorno-Karabakh.

Escalation nel Nagorno-Karabakh e storia del conflitto

La situazione nella regione contesa del Caucaso meridionale è peggiorata domenica, dopo che Armenia e Azerbaigian hanno dato vita a reciproci scontri a fuoco e provocazioni militari lungo la linea di contatto. L'escalation ha spinto entrambi i Paesi a introdurre la legge marziale e la mobilitazione.

Il conflitto nella regione è iniziato nel febbraio del 1988, quando la Regione Autonoma del Nagorno-Karabakh a maggioranza armena proclamò l'indipendenza dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian. Nell'area è scoppiato un conflitto armato tra il 1992 al 1994, da allora sono stati avviati negoziati per la normalizzazione del conflitto con la mediazione del gruppo di Minsk dell'OSCE, guidato da Russia, Stati Uniti e Francia.

L'autoproclamata Repubblica, che formalmente fa parte dell'Azerbaigian, ha cercato il riconoscimento internazionale, con il premier armeno Nikol Pashinyan che ha proseguito i tentativi alla luce delle crescenti tensioni nell'area contesa.

Tema:
Tensione nel Nagorno-Karabakh (81)
Tags:
Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Azerbaigian, Armenia, Russia, Situazione nel Nagorno-Karabakh, Nagorno-Karabakh
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