10:54 30 Ottobre 2020
Politica
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (87)
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Qualsiasi dichiarazione su un supporto militare ad Armenia o Azerbaigian getta benzina sul fuoco del conflitto tra i paesi, ha affermato il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov.

Nelle scorse ore oggi il ministro degli Esteri turco aveva dichiarato che la Turchia è pronta a fornire all’Azerbaigian supporto sia sul tavolo negoziale, che sul campo di battaglia.

“Il Cremlino, prima di tutto, tiene in considerazione la necessità di cessare il più presto il fuoco e le azioni belliche. Qualsiasi dichiarazione di un supporto militare o di un’attività bellica senza dubbio getta l’olio sul fuoco. Siamo categoricamente contro tutto ciò e non siamo d’accordo con tale atteggiamento”, ha detto Peskov in una conferenza stampa, rispondendo ad una domanda su un eventuale sostegno di Mosca all’Armenia nel quadro della CSTO (Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva).

“Esortiamo tutti i paesi, soprattutto i nostri partner, come la Turchia, di fare tutto il possibile per persuadere le parti avversarie a cessare il fuoco e tornare alla soluzione di questo conflitto obsoleto mediante gli strumenti politico-diplomatici”, ha aggiunto Peskov.
L'escalation nel Nagorno-Karabakh

Nella mattinata di domenica si è assistito ad un'escalation di violenza sulla linea del fronte nella regione contesa del Nagorno Karabakh. Nella autoproclamata Repubblica è stato annunciato che le forze armate dell'Azerbaigian avevano aperto il fuoco, bersagliando anche la capitale Stepanakert, facendo diverse vittime tra la popolazione civile.

Azerbaigian e Armenia si sono vicendevolmente accusate della responsabilità dell'inasprimento della situazione. Il Ministero della Difesa azero ha affermato che ad iniziare i bombardamenti sarebbero stati i militari armeni.

A loro volta, i vertici delle forze armate di Yerevan hanno sostenuto che il territorio del Nagorno-Karabakh è stato sottoposto a pesanti bombardamenti missilistici da parte dell'esercito di Baku. Tutti gli attori del conflitto hanno annunciato la mobilitazione, parziale o totale e lo stato di guerra.

Nella serata di ieri il governo armeno ha lanciato un ultimatum alla Turchia, annunciando di essere pronta ad usare i missili Iskander qualora Ankara dovesse impiegare gli F-16.

Il Ministero degli Esteri russo ha invitato ambedue gli schieramenti a cessare immediatamente le ostilità e a riprendere la strada del negoziato e della diplomazia.

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