01:14 30 Ottobre 2020
Politica
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Tensione nel Nagorno-Karabakh (87)
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Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin, ha fatto sapere l'ufficio stampa del Cremlino.

La conversazione telefonica è avvenuta su iniziativa della parte armena. I leader dei due Paesi hanno discusso dell'escalation militare in atto nella regione contesa tra Armenia e Azerbaigian del Nagorno-Karabakh.

"La parte russa ha espresso seria preoccupazione per la ripresa degli scontri armati su larga scala. È stato evidenziato che al momento è importante compiere tutti gli sforzi necessari per prevenire un'ulteriore escalation del conflitto, e la cosa più importante è fermare le operazioni militari", si legge nella nota del Cremlino.

A seguito degli scontri militari verificatisi lungo la linea di contatto tra le forze armene e azere, il Parlamento dell'Azerbaigian ha introdotto la legge marziale in alcune regioni e città, così come il coprifuoco tra la sera e l'alba. La decisione è stata avallata dal capo di Stato Ilham Aliyev.

In precedenza duranti colloqui telefonici il capo della diplomazia russa Sergey Lavrov aveva sostenuto la necessità di una tregua immediata tra le parti conflitto insieme al ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu.

Anche l'Unione Europea per bocca del presidente del Consiglio d'Europa Charles Michel ha chiesto che le parti in conflitto nella regione contesa del Caucaso meridionale pongano fine alle ostilità e ritornino al dialogo senza precondizioni.

Escalation nel Nagorno-Karabakh

Nella mattinata odierna il Ministero della Difesa azero ha annunciato l'inizio di una "controffensiva" nella regione del Nagorno-Karabakh, riferendo di aver distrutto 12 sistemi missilistici OSA delle forze di difesa antiaeree armene.

Poco prima, la portavoce del Ministero della Difesa armeno, Shushán Stepanián, ha scritto su Facebook la notizia di un "attacco aereo e missilistico contro Artsaj [il nome armeno della autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh, ndr]. La parte armena ha abbattuto due elicotteri e tre droni nemici. Continuano i combattimenti", ha spiegato la portavoce.

In seguito la Stepanián ha aggiunto che "il nemico ha subito delle perdite e ha perso del materiale, in particolare tre carri armati", con il governo di Yerevan che ha proclamato lo stato di guerra e indetto la mobilitazione generale.

Fino ad ora l'Azerbaigian ha confermato soltanto la perdita di un elicottero militare, come riportato dal Ministero della Difesa di Baku e ha informato che sono state registrate diverse vittime a causa di presunti attacchi da parte delle forze armate armene contro le posizioni militari azere nel Nagorno-Karabakh.

Le origini del conflitto

ll conflitto nella regione è scoppiato nel 1988, quando la regione autonoma autonomo del Nagorno-Karabakh ha dichiarato l'uscita dalla Repubblica Socialista Sovietica dell'Azerbaigian.

La situazione è peggiorata nell'aprile 2016. Il ministero della Difesa azero aveva segnalato tra l'altro attacchi da parte delle forze armate dell'Armenia, mentre il dicastero militare di Yerevan aveva denunciato "azioni offensive" delle forze azere. Il 5 aprile le parti trovarono un accordo per il cessate il fuoco, ma di volta in volta si accusano a vicenda di violazioni della tregua.

Tema:
Tensione nel Nagorno-Karabakh (87)
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Caucaso, Azerbaigian, Nagorno-Karabakh, Situazione nel Nagorno-Karabakh, Vladimir Putin, Nikol Pashinyan, Russia, Armenia
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