15:21 24 Ottobre 2020
Politica
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L'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) non ha ancora risposto alle richieste della Russia relative al caso di Alexey Navalny e continua tergiversare, chiedendo di rivolgersi a Berlino, che a sua volta fa riferimento all'Aja, ha sostenuto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

"Non abbiamo ancora alcuna risposta dall'Aja, dove si trova la sede dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Inizialmente, i nostri colleghi tedeschi ci hanno detto: "Non possiamo dirvi nulla, perché non si tratta di un caso russo-tedesco, è ora un caso internazionale, e abbiamo una struttura internazionale, l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, pertanto mettetevi in contatto con loro", ha detto Lavrov in una conferenza stampa dopo i colloqui con il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif.

Il capo della diplomazia russa ha sottolineato che Mosca ha inoltrato le proprie richieste quasi immediatamente all'Opcw. "E siamo stati lì per diversi giorni, beh, ci hanno preso in giro: hanno detto di non aver ricevuto alcuna richiesta. La leadership di questa organizzazione, questa segreteria tecnica, in cui i cittadini di Paesi membri della NATO sono in posizioni di comando, devo per dire, ci hanno assicurato che non c'entravano niente", ha detto Lavrov.

"Poi, quando si è scoperto che avevano qualcosa a che fare con questo, per di più, sono persino venuti alla clinica Charite, hanno prelevato campioni da Alexey Navalny, hanno iniziato a scusarsi per il fatto che, dicono, c'è stato un malinteso. Ma abbiamo chiesto: "bene, ora potete dirci cosa ne pensate, quali sono le vostre conclusioni?" Ci hanno risposto: sapete, i tedeschi si sono rivolti a noi, è come un loro appello, una loro richiesta, quindi tornate di nuovo da loro, devono rispondere." Cioè, i tedeschi ci mandano all'Aja, L'Aja ci rimanda a Berlino. Una storia piuttosto interessante, se si tiene conto dell'adesione dell'Occidente al diritto internazionale", ha sottolineato Lavrov.

La Federazione Russa spera che i suoi partner occidentali capiscano l'inutilità di parlare con Mosca della situazione con Alexey Navalny con un linguaggio intimidatorio fatto da richieste, ha aggiunto Lavrov.

"Ci auguriamo comunque che i partner capiscano l'inutilità di parlare con noi dalla posizione di qualcosa di superiore, che non si preoccupa nemmeno di rispondere a domande giuridiche basate su una convenzione internazionale e pretende da noi con arroganza solo una sorta di pentimento", ha evidenziato Lavrov, commentando il caso relativo ad Alexey Navalny durante una conferenza stampa a margine dei colloqui con il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif a Mosca.

Ieri si è saputo che l'attivista dell'opposizione extraparlamentare russa è stato dimesso dalla clinica Charite di Berlino.

Che cosa è successo ad Alexey Navalny

Alexey Navalny è stato ricoverato ad Omsk il 20 agosto dopo essersi sentito male su un aereo che da Tomsk lo avrebbe dovuto riportare a Mosca. In base ai risultati degli esami, i medici di Omsk hanno diagnosticato un disturbo metabolico che hanno indotto un forte calo della glicemia. Non è ancora chiaro cosa l'abbia causato, ma secondo i medici di Omsk, non sono stati trovati veleni nel sangue e nelle urine di Navalny.

Successivamente l'esponente dell'opposizione extraparlamentare russa è stato trasportato in aereo in Germania, dove è stato ricoverato presso la clinica Charite di Berlino.

A inizio settembre, il governo tedesco ha annunciato con riferimento alle analisi dei medici militari, che Navalny sarebbe stato avvelenato con una sostanza del gruppo Novichok, un agente nervino altamente tossico utilizzato per la guerra chimico-batteriologica.

Il presunto avvelenamento di Navalny ha spinto molti funzionari europei a chiedere l'imposizione di ulteriori sanzioni alla Russia. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che Mosca risponderà reciprocamente se i paesi occidentali imporranno nuove misure restrittive in relazione al caso Navalny.

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Organizzazione per l'interdizione delle armi chimiche (Opcw), Germania, Alexey Navalny, Russia, Sergej Lavrov
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