06:08 24 Ottobre 2020
Politica
URL abbreviato
16224
Seguici su

La provocazione del fondatore del Movimento 5 Stelle inerente le difficoltà della democrazia rappresentativa è stata fatta durante un dibattito on line con il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e con l'imprenditore fiammingo Gunter Pauli.

Per Beppe Grillo questa è una democrazia "zoppicante", in cui ormai va a votare meno del 50% degli aventi diritto. Di fronte alla crisi della rappresentanza, allora, perché non scegliere i rappresentanti a sorte?

"Si cominciano a prospettare scenari come l'estrazione a sorte. Perché no? Perché non posso selezionare delle persone con certe caratteristiche e poi dire: ti vuoi occupare un anno, a tempo determinato, di questa cosa qui per la tua città, per il tuo Paese, per la tua regione? Non mi interessa chi sei e chi non sei, solo i requisiti", ha proposto.

Il modello a cui far riferimento è quello della giuria popolare, dove i rappresentanti vengono appunto estratti a sorte.

"È come una giuria popolare: se una persona può dare in una giuria popolare un ergastolo può anche occuparsi un anno di una cosa in politica. Evolviamo anche in questi settori: andare a votare ogni quattro-cinque anni e mettersi la coscienza in pace è assurdo. Devi dare il voto tutti i giorni", ha detto Grillo, ribadendo la sua preferenza per la democrazia diretta rispetto a quella rappresentativa

Il comico genovese ha anche parlato del referendum, giudicando irriguardose domande fatte al suo indirizzo sulla sua idea in merito.

"Andare a votare sì o no alla riduzione dei parlamentari, per me che ho contribuito alla democrazia diretta, è come chiedere ad un pacifista se è o no a favore della guerra. È la domanda che mi ha dato molto fastidio", ha commentato.

Grillo si è concentrato non solo sulle elezioni, ma anche sulla loro modalità.

"Con il digitale possiamo fare tutto. Sono andato a votare ancora con la matita copiativa, che devi restituire. Alcuni la bagnano con la saliva per marcare di più, dietro una cabina... Sono cose che non concepisco più", ha detto.

Infine, Grillo si è espresso su due cavalli di battaglia della sua vita: l'umorismo e il Movimento 5 Stelle. 

"Quando abbiamo lanciato questo Movimento ero un pasionario. Ce l'ho ancora questa passione; credevo in questa cosa. E, anche se non ci credevo, mi divertiva farlo. Bisogna anche dare un senso di leggerezza e di ironia alla politica, perché stiamo andando verso derive brutte, di razzismo, quando con una battuta felice il razzista lo metti a posto, senza fare i titoloni sui TG. Guardate che l'umorismo è il muro vero contro queste cose, il razzismo e il negazionismo. Diffidate da chi non ha il senso dell'umorismo", ha esortato. 
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook