12:51 21 Ottobre 2020
Politica
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Lucia Azzolina presenta alla Camera dei deputati la scuola del futuro costruita con i soldi del Recovery Fund, che andranno usati con responsabilità. Serve molta responsabilità afferma.

Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina è stata convocata in audizione in commissione Istruzione e Cultura alla Camera dei deputati.

Qui il ministro ha delineato il futuro della scuola incensando quanto fatto di buono fino ad ora, come lo sblocco di “importanti stanziamenti che ora vanno sicuramente potenziati e fatti confluire in un Piano pluriennale complessivo di efficientamento e ammodernamento degli edifici scolastici”.

Insomma tutto bene nella fase di ripartenza della scuola, ora pensiamo a come usare i fondi del Recovery Fund che dovranno affluire in una porzione “consistente” verso la scuola, dice la Azzolina.

Il futuro del Paese passa dalla scuola, il ministro nelle sue parole lo afferma e aggiunge che il progetto di rinnovamento della scuola coinvolgerà anche le opposizioni in spirito di “condivisione di tutti i suggerimenti che giungeranno”.

Chiamata alla responsabilità

La Azzolina parla di responsabilità, anzi, di “una chiamata ad una grande responsabilità a cui non possiamo non rispondere”.

E poi parla di un buon uso delle risorse: “Se utilizziamo bene le risorse che perverranno dall’Europa potremo insieme intervenire su alcuni dei mali storici della nostra scuola, potremo lasciarci alle spalle le stagioni peggiori che l’hanno ferita più volte o l’hanno mortificata togliendole risorse e speranze”.

Le sedie mai arrivate, quelle scomode e le scuole chiuse

Nei giorni scorsi è emerso lo scandalo delle commesse di sedie assegnate senza controlli ad aziende che non avevano fabbriche per realizzare le sedie promesse nei contratti sottoscritti, e che non avevano neppure le risorse economiche per fare fronte alla milionaria commessa di lavoro approvata dal Commissario straordinario Arcuri.

La scuola dove studia anche il figlio del premier Conte, una scuola media nel cuore di Roma, ospita poche classi per volta costringendo studenti e studentesse a frequentare la scuola una sola volta a settimana e senza la didattica a distanza che garantiscano la continuità scolastica negli altri giorni della settimana.

A più riprese ortopedici e poi gli stessi studenti, hanno detto che le sedie con le rotelle sono scomode perché non consentono loro di restare fermi mentre studiano.

In alcune scuole mancano i banchi e allora gli studenti sono costretti a usare la sedia come banco.

Il Tar del Piemonte, in riferimento alla temperatura presa a scuola voluta dal presidente della Regione Cirio, ha dato ragione a quest'ultimo.

 

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