13:09 21 Ottobre 2020
Politica
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Si chiama, con un neologismo importato, ‘Election Day’ perché nello stesso giorno in molti sono andati a votare non solo per il referendum, e in ballo c’è molto di più oltre al taglio dei parlamentari. I primi Exit Poll, altro neologismo importato, dicono che qualche sorpresa forse ci sarà.

Oltre al referendum, molti cittadini italiani si sono trovati a doversi esprimere anche sul rinnovo dei consigli regionali e comunali. In due collegi gli elettori sono stati chiamati anche alle elezioni, cosiddette suppletive, per eleggere senatori dei collegi uninominali rimasti vacanti.

E’ il caso del collegio uninominale Veneto – 09 per sostituire il seggio lasciato vacante da Stefano Bertacco (FdI), deceduto il 14 giugno 2020, e il collegio Sardegna - 03 dove la senatrice Vittoria Bogo Deledda (M5S), è deceduta il 17 marzo 2020.

8 delle 15 regioni a statuto ordinario quest’anno hanno sostenuto la tornata elettorale per rinnovare i Consigli - in Emilia-Romagna e Calabria si è votato il 26 gennaio, in Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia ieri e oggi, in occasione appunto di quello che è stato definito un ‘Election Day’ che accorpa anche il più altisonante Referendum.

È stata inoltre indetta una tornata elettorale anticipata anche per la regione autonoma della Valle d'Aosta, dove si era già votato nel 2018 (dovrebbe essere una volta ogni 5 anni) ma dove il Consiglio è stato sciolto anticipatamente. In origine si sarebbe dovuto votare il 19 aprile, ma le vicissitudini legate al coronavirus hanno consigliato il posticipo.

Ecco dunque esperti, politici e giornalisti a tuffarsi sui primi dati – i famosi ‘exit poll’, cioè i sondaggi all’uscita dal seggio. Non si tratta di dati ufficiali ma, pur avendo una forbice statistica non da poco, nella maggior parte dei casi sono in grado di rendere un’idea abbastanza chiara di come siano andate le elezioni.

Per fare un confronto e analizzare il trend elettorale, ricostruiamo i dati che arrivano dagli ext poll, confrontando con gli andamenti delle precedenti tornate per fare un raffronto dei trend.

Vediamo quindi regione per regione.

CAMPANIA

Vincenzo De Luca, presidente uscente della regione, in corsa per un secondo mandato sembra essere uno dei pochi ad essere in grado di invertire il deflusso dei voti del centro sinistra. Sostenuto da una lunga teoria di alleanze (Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Centro Democratico, Italia Viva, +Europa, Partito Liberale Italiano, l'Italia dei Valori, Articolo Uno, Europa Verde etc, etc…) è quotato intorno al 54%.

Un progresso anche rispetto alla precedente elezione del 2015 quando vinse con il 41%.

Segue Stefano Caldoro del Centro Destra quotato dagli exit poll tra il 23 e il 27%.

Valeria Ciarambino del M5S non molto sopra il 10%. Per entrambi gli schieramenti di questi ultimi un chiaro passo indietro rispetto alle amministrative di 5 anni fa.

LIGURIA

Scenario diametralmente opposto in Liguria, dove il giornalista del FattoQuotidiano Ferruccio Sansa, nonostante il sostegno sia di PD che M5S, non riuscirebbe a spodestare il Presidente della Regione uscente Giovanni Toti. Intorno al 40% il primo, oltre il 50% il secondo, che segnerebbe quindi un importante progresso di coalizione rispetto alle elezioni precedenti.

PUGLIA

Testa a testa tra Michele Emiliano, Presidente uscente sostenuto da PD e altre 14 liste, e Raffaele Fitto, eurodeputato sostenuto da Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Unione di Centro, Nuovo PSI e una lista civica. Entrambi sul filo del 40%. La concorrente del M5S, Antonella Laricchia, tra il 10 e il 15%, segnando un regresso rispetto a 5 anni fa quando il suo partito raccoglieva nella regione oltre il 18%.

VENETO

Non c’è storia in Veneto dove Luca Zaia stravincerà sicuramente. Per quanto possa essere ampia la forbice statistica tra exit poll e scrutini, nessuno potrà nulla contro la sua quotazione iniziale oltre al 72%. Notevole progresso anche nei confronti di sé stesso e delle sue precedenti elezioni. Arturo Lorenzoni sostenuto dal PD sotto il 20%. Enrico Cappelletti (M5S), sotto il 5% (alle precedenti il suo partito aveva raccolto quasi il 12%).

MARCHE

Francesco Acquaroli, candidato presidente del centrodestra è in testa col 48,1%, Maurizio Mangialardi del centrosinistra è al 34,7%, Il candidato del M5s Gianmario Mercorelli è all'10,5%. Netta inversione rispetto alle precedenti elezioni dove aveva vinto il centro sinistra (41%), davanti al M5S (22%).

TOSCANA

Come da previsione centrosinistra e centrodestra si fronteggiano. Eugenio Giani, Presidente uscente del Centro –Sinistra è testa a testa con l’eurodeputata Susanna Ceccardi del Centro-Destra. In leggero vantaggio il primo. Circa 3 punti percentuali secondo gli exit. Irene Galletti del M5S intorno al 6%, dimezzando i risultati precedenti nella regine da parte del partito. Notevole progresso invece per il Centro-Destra rispetto alla tornata precedente.

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