11:41 21 Ottobre 2020
Politica
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Le eventuali sanzioni internazionali dell'Unione Europea per il caso del presunto avvelenamento dell'attivista russo Alexey Navalny erodono la prerogativa del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di imporre misure restrittive internazionali, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

"La nostra posizione sull'inammissibilità di erodere i principi fondamentali del diritto internazionale e le prerogative del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite attraverso le infinite e illegittime sanzioni unilaterali di Bruxelles e Washington è ben nota, lo diciamo ogni settimana", ha detto la Zakharova in una conferenza stampa, commentando la dichiarazione del capo della diplomazia europea Josep Borrell sull'elaborazione di sanzioni globali per le violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario.

La portavoce ha osservato che i piani dell'UE per definire nuove sanzioni per il caso Navalny sono di natura "apertamente anti-russa".

"A giudicare dalle dichiarazioni di Bruxelles, i Paesi occidentali non sono interessati a stabilire la verità su quanto accaduto a Navalny", ha sottolineato.

Secondo la Zakharova, il vero obiettivo di Bruxelles è "garantire l'irreversibilità della linea distruttiva adottata nella Ue" nei confronti della Russia.

Questa settimana Borrell ha dichiarato che il regime di sanzioni globali in fase di sviluppo all'interno della Ue per le violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario potrebbe portare il nome di Navalny.

Caso Navalny

Il 20 agosto scorso Navalny è stato ricoverato ad Omsk dopo essersi sentito male in aereo. I medici gli hanno diagnosticato un disturbo metabolico che ha causato un forte calo dei livelli di zucchero nel sangue. Non è ancora chiaro cosa l'abbia causato, ma i medici russi non hanno trovato tracce di veleni nel sangue e nelle urine di Navalny.

Successivamente, è stato trasportato in Germania e pochi giorni dopo le autorità tedesche hanno annunciato che l'attivista era stato avvelenato con una sostanza del gruppo Novichok. Mosca ha inviato una richiesta di informazioni più dettagliate sui risultati delle analisi del laboratorio di Berlino, ma non ha mai ricevuto risposte.

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Il Ministero degli Esteri della Russia, Maria Zakharova, Sanzioni, Unione Europea, Russia, Alexey Navalny
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