08:33 23 Ottobre 2020
Politica
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Il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha tenuto oggi il suo primo discorso sullo stato dell'Unione Europea. I commenti degli eurodeputati rilasciati in una conferenza stampa organizzata dall'Ufficio in Italia del Parlamento europeo.

In una conferenza stampa organizzata dall'Ufficio in Italia del Parlamento europeo gli eurodeputati italiani hanno fornito parole di commento al discorso tenuto da Ursula Von der Leyen sullo stato dell'Unione. 

La von der Leyen nella fattispecie aveva delineato il proprio piano per una ripresa verde dalla crisi del coronavirus, ha affrontato il tema del clima, sottolineando inoltre l'importanza dell'unità e della cooperazione. Attenzione rivolta anche al prossimo bilancio settennale dell'Unione.

Dure le parole di Antonio Maria Rinaldi (Lega/ID). 

"Ho ascoltato l’intervento di Ursula von Der Leyen che non accetta critiche, non fa autocritica e bolla chi la pensa diversamente come 'estremista di destra'. Se avesse una visione politica lungimirante sarebbe più cauta considerando l’esile maggioranza di nove voti che l’ha portata alla presidenza: dovrebbe tener buoni tutti quelli che l’hanno votata", ha commentato.

Estremamente critico anche il commento in merito alla questione economica.

"Lo stesso Draghi, al Meeting di Rimini, ha detto che gli assetti europei non sono più adeguati e quindi anche lui sarebbe un estremista? Il copione proposto da Von Der Leyen è sempre lo stesso ma in sette mesi ancora non si è visto assolutamente nulla. L’unica che ha agito è stata la BCE. I governi hanno bisogno di programmare e servono regole certe e qui non c’è programmazione. Sul salario minimo poi si rischia che diventi massimo perché si estraniano i sindacati dalla contrattazione", ha detto.

Ultime parole dedicate all'immigrazione.

"Sull'immigrazione infine proprio la presidente ha detto che solo il 7% di chi arriva sono profughi, gli altri no: servono piani, non proclami", ha concluso.

Per Raffaele Stancanelli (Fratelli d'Italia/ECR) il discorso della Von der Leyen è stato ideologico, per esempio riguardo al clima. 

"Pensavo avrei ascoltato un ragionamento completo e critico e invece ho sentito solo un discorso ideologico. Ad esempio, il clima. Chi è contro i tentativi di migliorare le condizioni ambientali e climatiche? Nessuno. Ma non è concreto, perché il surriscaldamento si riduce pochissimo con queste regole e intanto l’economia subisce danni. Concentriamoci piuttosto su dazi contro la Cina che inquina. Sul digitale apprezzo il lavoro sull'intelligenza artificiale purché sia l’uomo a comandare sulla macchina", ha commentato.

"Non ho sentito una parola sulle scelte strategiche che riguardano i cittadini: per esempio, come le infrastrutture possono far crescere il Meridione d’Italia? Ci sono risorse?", ha aggiunto Stancanelli, poi soffermatosi sull'immigrazione.

"Voglio poi stigmatizzare l’aver indicato come 'istigatori d’odio' chi la pensa diversamente sull'immigrazione. Non c’è spazio per tutti quelli che vogliono venire qua e le affermazioni della presidente sono preoccupantemente ideologiche", ha dichiarato.

Stancanelli ha anche chiesto di tenere presenti le radici cristiane dell'Europa sul discorso della maternità surrogata e una maggiore tassazione sui colossi del web, argomenti secondo lui colpevolmente ignorati.

Anche per il capo delegazione del Partito Democratico/S&D Brando Benifei il discorso su economia e fiscalità è stato aleatorio.

"Ho visto nel discorso di Ursula von der Leyen una chiara postura da leader ma questa assertività deve arrivare anche in Consiglio. In particolare sul tema economico servono parole più chiare sulle risorse proprie e sulla fiscalità europea. Noi supportiamo ad esempio l’idea della tassazione al confine sulle merci prodotte con maggiore inquinamento rispetto a quanto consentito in UE, la tassazione su transazione speculative e sui giganti del web. Su questo, insomma, il discorso è stato debole vista l’urgenza del tema", ha commentato.

Positivo invece il giudizio sulla politica estera.

"Sulla politica estera, ci sono state parole forti e toni educati sui rapporti con Cina e Stati Uniti, ma anche sulla Bielorussia e sull'avvelenamento di Navalny. Insomma, discorso buono, ma ora ci aspettiamo alcune azioni concrete", ha detto.

Infine Benifei ha invitato a concentrarsi sul futuro delle giovani generazioni.

"Il sostegno alle generazioni più giovani è per esempio un punto chiave: abbiamo Next Generation EU e non possiamo non tenere conto del peso sulle generazioni future. Su questo il Parlamento deve farsi sentire. Siamo dunque cautamente ottimisti in vista del lavoro dei prossimi mesi, ma bisogna accelerare", ha concluso.
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