08:10 23 Ottobre 2020
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I media americani avevano precedentemente riferito che Washington credeva che l'Iran stesse complottando per assassinare l'ambasciatore statunitense in Sud Africa Lana Marks come rappresaglia per l'uccisione del comandante militare iraniano Qasem Soleimani in Iraq all'inizio di quest'anno.

Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha criticato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per aver minacciato Teheran su un presunto complotto per omicidio contro un diplomatico statunitense.

In un tweet di martedì, Zarif ha preso di mira il segretario di Stato americano Mike Pompeo come un "bugiardo abituale" che aveva "imbrogliato" Trump facendogli ordinare l'assassinio del principale comandante anti-terrorismo iraniano, il tenente generale Qasem Soleimani nella capitale irachena Baghdad all'inizio dell'anno.

​Riferendosi a un rapporto del giornale Politico che citava funzionari anonimi di Washington, affermando che l'Iran stava organizzando un'operazione segreta per assassinare l'ambasciatore americano in Sudafrica Lana Marks prima delle elezioni presidenziali americane di novembre, Zarif ha detto che Pompeo stava ancora una volta tentando d'ingannare il presidente degli Stati Uniti e "immergerlo nella madre di tutti i pantani facendo trapelare un nuovo falso allarme”.

Continuando con la storia che l'ex direttore della CIA sia un "bugiardo compulsivo", Zarif ha allegato al suo tweet una foto di Pompeo, che ha riconosciuto davanti a un pubblico nel 2019 che l'agenzia di spionaggio americana ha addestrato i dipendenti a "mentire, imbrogliare e rubare".

"L'Iran potrebbe pianificare un assassinio come rappresaglia per Soleimani"

Lunedì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha citato "notizie di stampa" secondo cui l'Iran "potrebbe pianificare un assassinio, o un altro attacco, contro gli Stati Uniti" come rappresaglia per l'uccisione ordinata da Washington del generale Soleimani in Iraq a gennaio.

Trump ha avvertito di una potenziale risposta a qualsiasi attacco iraniano che "sarà di grandezza 1.000 volte maggiore!"

Durante una discussione virtuale con il presidente e amministratore delegato del Consiglio Atlantico, Frederick Kempe, martedì, il segretario di Stato americano Mike Pompeo si è rifiutato di rivelare informazioni d'intelligence riguardanti il presunto ​​complotto iraniano.

Tuttavia, Pompeo ha detto che gli iraniani "non avevano bisogno di un'azione da parte degli Stati Uniti per condurre campagne di omicidio in tutto il mondo" poiché questo è stato "il loro modello per 40 anni".

"Spacciatore di bugie"

Mentre Teheran respinge le attuali accuse, il portavoce del ministero degli Esteri Saeid Khatibzadeh ha consigliato ai funzionari statunitensi di "smettere di ricorrere a metodi banali per creare un'atmosfera iranofobica sull'arena internazionale".

Il portavoce ha sottolineato che i rapporti attuali sono in linea con gli sforzi dei politici statunitensi di "diffondere menzogne".

La morte di Soleimani

Il generale Soleimani è morto in un attacco di droni insieme ad Abu Mahdi al-Muhandis, vice capo dell'Hashd al-Sha’abi iracheno, e ai loro compagni, dopo che il loro veicolo è distrutto fuori dall'aeroporto internazionale di Baghdad il 3 gennaio.

Promettendo una "dura vendetta", l'Iran ha lanciato attacchi missilistici contro le strutture militari statunitensi a Erbil, in Iraq, e la base aerea di Ayn al-Asad, che ospita le forze militari americane.

Il parlamento iracheno ha successivamente votato in modo schiacciante a favore di una legge che obbliga il ritiro completo di tutte le forze a guida americana dal suolo del paese.

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