16:11 21 Settembre 2020
Politica
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Dopo l'accordo di maggioranza per il Sì al Referendum sul taglio dei parlamentari, il Pd ha chiesto una serie di riforme dell'organo legislativo per garantire una maggiore stabilità del governo e consegnare più poteri al primo ministro, in una sorta di modello tedesco.

Il Pd ha annunciato che nei prossimi giorni presenterà nei prossimi giorni in Parlamento, alla Camera e al Senato, una proposta di riforma costituzionale per "rafforzare l'impronta riformista dell'attuale maggioranza di governo", si legge in una nota ufficiale pubblicata sabato pomeriggio.

Una "proposta organica" che prenderebbe forma dopo il via libera alla riduzione dei parlamentari, in caso di vittoria del Sì al referendum, visto come uno dei tasselli di un "quadro di riforme" volte a "ottenere due risultati: l'ottimizzazione e razionalizzazione della forma di governo parlamentare e il superamento del bicameralismo paritario con le sue anomalie e storture". 

Il proposta di riforma presentata dal Pd introdurrebbe nel nostro ordinamento l’istituto della sfiducia costruttiva, attribuirebbe al presidente del Consiglio nuovi poteri, come quello di proporre al Capo dello Stato la revoca dei ministri, ma soprattutto trasformerebbe il sistema italiano in una sorta di modello tedesco con una modifica nel funzionamento del Senato che apporrebbe alcune novità al bicameralismo perfetto. 

Ecco cosa succede in caso di vittoria del Sì. 

La proposta del Pd 

Nel caso di vittoria del Sì al referendum del 20 e 21 settembre, verranno confermate le modifiche relative agli articoli  56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari approvate dalla legge n. 240 del 12 ottobre 2019. 

Il Pd considera la conferma delle modifiche costituzionali che regolano il numero dei membri del Parlamento come il primo tassello di una più ampia riforma dell'organo legislativo, che include da un lato le modifiche alla legge elettorale, per un sistema proporzionale con soglia di sbarramento nazionale al 5% e diritto di tribuna per i più piccoli, per adeguarla al nuovo numero di parlamentari, dall'altro una riforma dei poteri dello Stato. 

Il Pd propone: 

  • l'introduzione dell’istituto della sfiducia costruttiva, importato dal modello tedesco, che permetterebbe a un governo sfiduciato di restare in carica pur non avendo la maggioranza in Parlamento;
  • l'attribuzione al presidente del Consiglio dei ministri del potere di proporre la revoca dei ministri al Presidente della Repubblica;
  • implementazione della funzione della seduta comune del Parlamento, che si renderebbe necessaria per: 1) voto di fiducia del presidente del Consiglio dei Ministri entro dieci giorni dalla sua nomina da parte del Presidente della Repubblica; 2) voto della mozione di sfiducia costruttiva; 3) l’approvazione della legge di bilancio e del rendiconto consuntivo, 4) autorizzazione all’indebitamento; 5) la formulazione di indirizzi al Governo nell’imminenza di riunioni del Consiglio Europeo; 6) l’approvazione delle leggi di revisione costituzionale, di altre leggi costituzionali e dei trattati internazionali.
  • fine del bicameralismo perfetto con una differenziazione delle funzioni delle due Camere. Il Senato sarà composto da parlamentari eletti a suffragio universale e da rappresentanti delle regioni e provincie autonome. Avrà in esclusiva il potere di inchiesta e un potere significativo sui principi della legislazione concorrente e sul federalismo fiscale, superabile dalla Camera solo a maggioranza assoluta dei componenti. La Camera dei Deputati, invece, avrà il voto finale su tutte le leggi, tranne quelle che dovranno essere approvate dal parlamento in seduta comune.

Il Pd ha annunciato che alle feste dell'Unità in corso in questi giorni raccoglierà le firme per portare in parlamento la proposta di riforma. 

Tags:
PD, Referendum, Italia
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