02:06 28 Settembre 2020
Politica
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Le decisioni prese al vertice dei leader dei sette paesi mediterranei dell'UE sulla crisi nel Mediterraneo orientale sono unilaterali, lontane dai fatti e prive di base legale, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri turco Hami Aksoy.

Il vertice Euromed dei leader dei sette paesi mediterranei dell’Unione Europea (Italia, Francia, Malta, Spagna Portogallo, Grecia e Cipro), svolto lo scorso giovedì ad Ajaccio, in Corsica, ha affermato il sostegno e solidarietà a Cipro e Grecia.

I sette paesi hanno deciso inoltre sulla possibilità di introdurre sanzioni nei confronti di Ankara in caso di “assenza di progressi nell'impegno della Turchia al dialogo e a meno che non ponga fine alle sue attività unilaterali”. Il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte ha dichiarato che se l’UE vuole confermare il suo primato nel Mediterraneo “deve assolutamente recitare un ruolo all'altezza delle sfide” e “promuovere la definizione di un nuovo ordine regionale che metta al centro la propria credibilità e autorevolezza e anche pervenga a una responsabilità condivisa”.

Reazione di Ankara

Il portavoce del ministero degli Esteri turco Hami Aksoy ha ribadito la linea delle autorità del paese, secondo cui la Grecia dovrebbe “rinunciare alle sue pretese massimaliste”.

"Le dichiarazioni sul Mediterraneo orientale e sulla questione cipriota contenute nella dichiarazione congiunta al termine del vertice sono unilaterali, lontane dai fatti e prive di base legale. Invitiamo la Grecia a rinunciare alle pretese massimaliste sulla giurisdizione marittima", ha affermato Aksoy.

Secondo il portavoce turco, per diminuire le tensioni, è importante che la Grecia ritiri le sue navi militari dalla zona dove si trova la nave di ricerca Oruc Reis, sospenda la militarizzazione delle isole dell'Egeo orientale e ponga fine alle crescenti pressioni sulla minoranza turca della Tracia occidentale.

Aksoy ha anche proposto di avviare colloqui senza clausole preliminari.

"I greco-ciprioti dovrebbero cooperare con il comproprietario dell'isola, la Repubblica turca di Cipro del Nord, anche sulla distribuzione dei redditi derivanti dallo sfruttamento delle risorse di idrocarburi e non utilizzare l'UE nei loro interessi ristretti. L'UE e gli altri Stati firmatari devono abbandonare le posizioni unilaterali che seguono ciecamente con il pretesto di solidarietà in violazione del diritto internazionale e della legislazione dell’UE", ha aggiunto Aksoy.
Tensioni tra Turchia e Grecia

Le tensioni turco-greche si sono intensificate ad agosto dopo che la nave da ricerca turca Oruc Reis ha iniziato le perforazioni esplorative nelle acque rivendicate dai greci nel Mediterraneo orientale. La Grecia considera questo territorio la sua zona economica esclusiva, ha mobilitato le sue forze armate in stato di massima allerta e ha promesso di proteggere i suoi diritti sovrani con tutti i mezzi necessari.

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