09:34 03 Dicembre 2020
Politica
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Le proteste in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali (135)
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Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha affermato che gli Stati Uniti "lo odiano", perché non ha fatto del suo Paese una parte del cordone intorno alla Russia e "non ha lasciato entrare George Soros".

"La leadership russa capisce molto bene che è impossibile, come l'Ucraina, mettere la Bielorussia sotto l'America o l'Occidente. Perché? Perché il cordone è di mille chilometri. Qualcuno chiama il tratto Bolton, qualcun altro in diverso modo", ha detto Lukashenko in un'intervista con i media russi.

Secondo il capo di Stato bielorusso, quando Stanislav Shushkevich era con la leadership del paese, il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton fece una visita in Bielorussia (gennaio 1994 - ndr), e "tutto era pronto" per formare "questo cordone delle repubbliche baltiche, Bielorussia e Ucraina".

"Chi l'ha distrutto (il cordone)? Il primo presidente eletto della Bielorussia. Per questo c'è odio da parte degli americani nei miei confronti. Da quei primi anni. Non ho lasciato entrare Soros", ha detto Lukashenko.

Proteste in Bielorussia dopo presidenziali

Le proteste di massa dell'opposizione sono scoppiate in tutta la Bielorussia a seguito delle elezioni presidenziali del 9 agosto che hanno visto la rielezione del presidente Alexander Lukashenko per il suo sesto mandato. Mentre le autorità elettorali sostengono che Lukashenko abbia raccolto oltre l'80% dei voti, l'opposizione insiste che la sua principale contendente, Svetlana Tikhanovskaya, abbia vinto le elezioni. L'opposizione accusa inoltre le forze di sicurezza di abusare della forza per reprimere le proteste.

Tema:
Le proteste in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali (135)
Tags:
George Soros, Geopolitica, Russia, USA, Bielorussia, Alexander Lukashenko
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