00:31 24 Ottobre 2020
Politica
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Lucia Azzolina riferisce alla Camera dei Deputati sullo stato di avanzamento delle attività per la riapertura in sicurezza della Scuola italiana. Chiesta meno propaganda e maggiore collaborazione.

“Nel nome della scuola occorrono più collaborazione, più proposte e meno scontro politico”, lo ha detto il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina durante l’Informativa urgente del governo sull’avvio dell’anno scolastico in corso alla Camera dei deputati.

La propaganda politica sulla scuola è per la Azzolina un non “agire nell’interesse delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi”.

Sono migliaia le persone coinvolte nella riorganizzazione della scuola dice la Azzolina alla Camera. Coinvolti dirigenti scolastici, personale amministrativo, i docenti, il personale ATA, i genitori, gli Enti locali ed anche i sindacati, senza dimenticare le Associazioni di rappresentanza degli alunni e alunne con disabilità.

La scuola riparte con sforzo

La scuola riparte grazie a uno “sforzo corale” afferma il ministro Azzolina alla Camera durante l’informativa urgente sulla scuola.

E poi ricorda che il governo ha ascoltato il contributo di tutti, “rispondendo e dando sostanza ad un mandato parlamentare chiaro: far ripartire l’attività delle scuole in sicurezza”.

Le criticità evidenti

Il presidente dell’associazione dei presidi ieri ha pubblicamente ammesso che le criticità sono evidenti. Come la mancanza di circa 50mila insegnanti che costringeranno le scuola a non garantire la mensa scolastica e il tempo pieno sin dall’inizio.

Inoltre molte scuole stanno chiedendo di rimandare l’apertura ufficiale a dopo le elezioni del 20 e 21 settembre. Una presa di posizione che il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca aveva già sostenuto durante l’estate, imponendo in Campania l’apertura da giovedì 24 settembre.

I banchi sono un evidente problema, molti non arriveranno prima di fine ottobre perché le imprese non sono in grado di fornirli tutti.

Ma non solo si fa difficoltà a produrre tutti i banchi, la Lega ha scoperto che un contratto era stato affidato a una società che non poteva produrre banchi. 180mila banchi per un valore di 45 milioni di euro di contratto assegnato e poi precipitosamente ritirato. Cercasi ora chi li produca davvero.

Tuttavia alcune scuole del Centro e del Sud Italia si sono ingegnate e procedono alla divisione dei banchi a due posti adattandoli a banchi monoposto. L’espediente permette non solo di avere prima i banchi monoposto, ma consente anche notevoli risparmi economici.

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