22:55 29 Settembre 2020
Politica
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Per la visita di domani del premier Giuseppe Conte in Libano, il capo della Farnesina Luigi Di Maio ha rilasciato un'intervista in cui ha parlato della posizione dell'Italia su Medio Oriente, Mediterraneo orientale, Libano e Libia, toccando anche gli spinosi temi d'attualità delle proteste in Bielorussia e del caso dell'oppositore russo Navalny.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha concesso un'intervista al sito Formiche.net in cui ha affrontato le questioni principali e d'attualità del Mediterraneo, proprio alla vigilia della visita di domani del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Libano.

Commentando la situazione di tensione creatasi nel Mediterraneo orientale, a seguito delle ricerche di idrocarburi della Turchia in zone contese che appartengono alla zona economica esclusiva della Grecia, il capo della Farnesina ha espresso la vicinanza dell'Italia ad Atene e Cipro, conformemente alla linea adottata dalla Ue.

"La posizione dell’Italia sull'argomento non è cambiata: abbiamo dimostrato la nostra solidarietà a Grecia e Cipro, ma crediamo che la fermezza nel condannare le iniziative unilaterali vada accompagnata all’impegno nell’evitare una dinamica escalatoria. A tal fine, sosteniamo il mandato dell’Alto Rappresentante Borrell per individuare un approccio più costruttivo, che miri ad affrontare le cause profonde delle attuali tensioni, e cioè la definizione fra Atene ed Ankara delle rispettive giurisdizioni marittime, nonché la questione cipriota", ha detto. 

Parlando della Turchia e del suo ruolo in crescita nella regione, Di Maio ha riconosciuto il maggior peso di Ankara nell'annosa crisi libica, tuttavia ha rivendicato il ruolo dell'Italia per la stabilizzazione del Paese africano, ricordando gli incontri dei giorni scorsi con le autorità di Tripoli e Cirenaica.

"Pochi giorni fa ho svolto una missione a Tripoli e in Cirenaica dove ho incontrato il presidente Serraj, il presidente dell’Alto Consiglio di Stato Meshri, il presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk Aghila Saleh e il presidente della Noc Sanallah. La missione ha permesso di confermare ulteriormente l’impegno dell’Italia per una soluzione politica della crisi ed è stata anche un’occasione per dare nuovo impulso alla cooperazione economica bilaterale e agli investimenti italiani in Libia, nella prospettiva della ricostruzione del Paese", ha dichirato.

Sul conflitto libico, Di Maio ha inoltre accolto con favore il cessate-il-fuoco raggiunto dalle parti, che "apre una nuova finestra di opportunità che va assolutamente colta."

Parlando di Libano, il capo della Farnesina ha preso atto della grave crisi politica ed economica che vive il Paese mediorientale, auspicando che "il Paese possa vedere a breve la nascita di un governo in grado di affrontare le tante sfide che lo attendono." Inoltre ha ricordato la presenza “storica” che vanta l'Italia in questo Paese.

"Oltre che con la partecipazione alla missione Unifil con quasi 1.000 militari su un totale di 10.000, ed un comandante italiano dal 2018, siamo presenti anche con la missione bilaterale Mibil, che conduce programmi di addestramento delle forze di sicurezza libanesi. Sul fronte umanitario, dopo la devastante esplosione al porto di Beirut, abbiamo assicurato tre voli umanitari e due navi che hanno trasportato squadre di soccorso, un ospedale da campo e vario materiale", si legge nell'intervista.

Nell'intervista Di Maio ha inoltre menzionato la situazione in Bielorussia, per cui ha auspicato l’avvio di un dialogo politico fra il presidente Lukashenko e le forze di opposizione, la liberazione dei prigionieri politici e l’archiviazione dei procedimenti penali contro l’opposizione, così come il caso Navalny, condannando "quello che consideriamo un crimine che chiama in causa la capacità e la volontà del sistema politico russo di assicurare alla giustizia i responsabili."

Tags:
Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Libia, crisi in Libia, Libano, Geopolitica, Mediterraneo, Medio Oriente, situazione in Medio Oriente, Italia
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