17:20 30 Settembre 2020
Politica
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Le informazioni sul dislocamento di carri armati turchi al confine greco-turco nei pressi di Evros non sono confermate e fanno parte di un disegno di propaganda, ha affermato il portavoce del governo greco Stelios Petsas al canale televisivo Open TV.

In precedenza l’agenzia turca IHA, citando fonti militari, aveva riferito che Ankara stava inviando i carri armati dalla provincia sud-orientale Hatay verso la zona al confine con la Grecia nella provincia Edirne. Secondo quanto riportato dall’agenzia, 40 carri armati hanno lasciato il distretto di Reyhanli, nell’Hatay, al confine con la Siria, e sarebbero stati trasportati verso Evros mediante ferrovia.

L’agenzia Anadolu, citando le fonti proprie, ha riferito che si tratta di un dislocamento di routine delle divisioni della Seconda Armata di fanteria della Turchia e le informazioni sul trasferimento di mezzi militari al confine con la Grecia non sono veritiere.

Il portavoce del governo greco Stelios Petsos ha affermato che le informazioni sul dislocamento dei mezzi militari non sono confermate.

"A quanto pare, è stata una parte della propaganda turca per ragioni interne. Inoltre, il numero menzionato non è tale da cambiare l’equilibrio delle forze sull’Evros", ha detto.

Parlando di una de-escalation, Petsos ha osservato che le proposte del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg al momento vengono esaminate.

"Non è stato programmato nessun incontro: né al livello ampliato della NATO, né al livello bilaterale", ha dichiarato Petsas, sottolineando che non ci saranno alcune trattative finché la nave da ricerca e altre navi turche non lasceranno la zona nel Mediterraneo orientale contesa tra le parti.

Ad avviso del portavoce del governo greco, Ankara deve dimostrare con i fatti che sostiene il dialogo e la legge internazionale.

Tensioni tra le parti

Le tensioni turco-greche si sono intensificate ad agosto dopo che la nave da ricerca turca Oruc Reis ha iniziato le perforazioni esplorative nelle acque rivendicate dai greci nel Mediterraneo orientale. La Grecia considera questo territorio la sua zona economica esclusiva, ha mobilitato le sue forze armate in stato di massima allerta e ha promesso di proteggere i suoi diritti sovrani con tutti i mezzi necessari.

Tentativi per una de-escalation

Venerdì, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, aveva dichiarato che sia Grecia che Turchia concordano nel tenere colloqui tecnici all'interno dell'Alleanza Atlantica per ridurre il rischio di un'ulteriore escalation. Tuttavia, in seguito il ministro degli Esteri della Grecia Nikos Dendias ha dichiarato che Atene e Ankara non hanno avuto contatti sulla questione e che le trattative potranno essere avviate “non appena le navi turche si ritireranno dalla piattaforma continentale greca”.

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