20:42 29 Settembre 2020
Politica
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Il portavoce del governo tedesco ha sostenuto oggi che i test effettuati nei laboratori del Bundeswehr (esercito tedesco) dimostrano che Navalny "è stato avvelenato" da un agente nervino del gruppo "Novichok".

La Farnesina ha espresso "profonda inquietudine ed indignazione" riguardo il caso dell'oppositore russo, Alexey Navalny.

"L’Italia esprime profonda inquietudine ed indignazione per l’identificazione da parte delle competenti autorità tedesche di un agente nervino quale causa dell’avvelenamento dell’attivista russo", si legge in una nota sul sito della Farnesina. 

Il Ministero degli Esteri italiano ha sottolineato che "si tratta di un crimine".

"Si tratta di un crimine che condanniamo con forza e che rende ancora più impellente la necessità che la Federazione Russa chiarisca con rapidità e trasparenza le responsabilità dell’accaduto", si conclude.

A sua volta, la Russia è pronta ad una cooperazione a 360 gradi con la Germania per chiarire la situazione relativa al leader dell'opposizione extraparlamentare russa Alexey Navalny, tuttavia il Cremlino rileva che Berlino non ha fornito risposte alle richieste ufficiali precedentemente inviate. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. 

In precedenza gli specialisti del laboratorio del Bundeswehr hanno riferito che il leader dell'opposizione russa Alexey Navalny è stato avvelenato con una sostanza chimico-militare del gruppo "Novichok". La cancelliera Angela Merkel ha parlato di "tentato omicidio" dell'oppositore russo con "agente nervino" ed ha chiesto spiegazioni al governo russo, così come ha preannunciato consultazioni con i partner della Ue e della Nato per concordare una reazione comune.

Intanto il Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha comunicato in un post su Twitter che è stata informata dell'accaduto da parte di Merkel. "Sono stata informata dal cancelliere Merkel che il leader dell'opposizione russa Navalny è stato attaccato con un agente nervino, nel suo stesso paese. Questo è un atto spregevole e codardo - ancora una volta. I responsabili devono essere assicurati alla giustizia", si legge nel tweet.

Leonid Rink, il professore di Chimica direttamente coinvolto nello sviluppo del "Novichok", ha escluso categoricamente l'impiego di questa sostanza contro Navalny, rilevando che i sintomi sarebbero stati diversi e l'oppositore russo a quest'ora sarebbe già morto. Secondo Rink, la vicenda ha assunto uno sfondo politico.

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