11:43 19 Settembre 2020
Politica
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Le proteste in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali (96)
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Il presidente bielorusso Alexandr Lukashenko ha escluso una guerra civile nel Paese, sullo sfondo delle proteste a seguito dei risultati delle scorse elezioni presidenziali, duramente contestati e non riconosciuti dall'opposizione.

"Se incroceremo le braccia a vicenda, sanno cosa succederà. Una guerra civile, almeno. Ma non preoccupatevi, non l'avremo", ha detto in un incontro con gli abitanti della città bielorussa di Baránavichi, citato dall'agenzia statale Belta.

Secondo i media, quando Lukashenko è arrivato in città, la prima cosa che ha fatto è stata chiedere al governatore Anatoly Lis della provincia di Brest, dove si trova Baranovichi, informazioni sullo sviluppo della campagna agricola e sulla preparazione delle scuole per il nuovo anno scolastico, che inizia proprio oggi in Bielorussia.

Lis ha risposto che quest'anno la provincia prevede di raccogliere più di 1,6 milioni di tonnellate di cereali, tra cui colza e mais.

"La calda estate, letteralmente e metaforicamente, è finita ed è giunto il momento di usare la nostra energia per scopi creativi", ha sottolineato Lukashenko.

Proteste in Bielorussia dopo presidenziali

Le proteste di massa dell'opposizione sono scoppiate in tutta la Bielorussia a seguito delle elezioni presidenziali del 9 agosto che hanno visto la rielezione del presidente Alexander Lukashenko per il suo sesto mandato. Mentre le autorità elettorali sostengono che Lukashenko abbia raccolto oltre l'80% dei voti, l'opposizione insiste che la sua principale contendente, Svetlana Tikhanovskaya, abbia vinto le elezioni. L'opposizione accusa inoltre le forze di sicurezza di abusare della forza per reprimere le proteste.

Tema:
Le proteste in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali (96)
Tags:
Opposizione, Proteste, Alexander Lukashenko, Bielorussia
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