14:35 27 Ottobre 2020
Politica
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Il ministero degli Esteri greco ha accusato la Turchia di provocazioni e di compromettere la stabilità nel Mediterraneo orientale a seguito della decisione di Ankara di estendere le esplorazioni dei fondali alla ricerca di idrocarburi in una zona contesa.

"La Turchia continua a svolgere diligentemente il suo ruolo di fattore di disgregazione e instabilità nella regione, ignora le richieste di dialogo e intensifica le sue provocazioni per finire in un vicolo cieco di propria volontà, minando la sicurezza e la stabilità nella regione e inducendo di fatto la comunità internazionale ad agire", si legge in una nota del dicastero diplomatico greco.

Il ministero ha aggiunto che Atene non cederà al ricatto e continuerà a lavorare per la delimitazione dei confini con tutti i Paesi della regione.

La Turchia ha già prorogato due volte le attività di ricerca della sua nave Oruc Reis. L'ultima proroga si è conclusa lunedì sera, dopodiché Ankara ha diffuso un'altra nota, prolungando gli studi fino al 12 settembre.

Le tensioni turco-greche nel Mediterraneo orientale si sono intensificate dopo che Ankara ha iniziato le perforazioni esplorative nelle acque rivendicate dai greci all'inizio di agosto. Atene considera questo territorio come una sua zona economica esclusiva e ha mobilitato le sue forze armate, promettendo di proteggere i suoi diritti sovrani con tutti i mezzi necessari.

Ieri il presidente turco Erdogan aveva minacciato Grecia e Francia, schieratasi con Atene, rilevando che Ankara è disposta a tutto per far valere i suoi interessi nazionali.

Tags:
Geopolitica, Diplomazia Internazionale, Politica Internazionale, Gas, Petrolio, Energia, Mar mediterraneo, Turchia, Grecia
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