13:54 27 Ottobre 2020
Politica
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Venerdì scorso il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la "politica della linea rossa" nei confronti della Turchia sullo sfondo del braccio di ferro tra Ankara e Atene nel Mediterraneo, sostenendo che la parte turca sembra rispettare solo le parole supportate da azioni concrete.

Il ministero degli Esteri turco ha risposto ai recenti commenti del presidente Macron sull'istituzione di una "linea rossa'' in stile siriano nella disputa in atto nel Mediterraneo orientale, sostenendo che spetta ad Ankara, non a Parigi, stabilire linee rosse nelle zone che le appartengono.

"Chi pensa di aver tracciato una linea rossa nel Mediterraneo orientale sta sfidando la posizione risoluta del nostro Paese", si afferma in una nota riportata dall'agenzia Anadolu.

"Se c'è una linea rossa nella regione, spetta alla Turchia e ai turco-ciprioti sulla base del diritto internazionale", ha aggiunto il ministero, suggerendo che "il periodo di determinazione della comprensione imperialista francese che disegna linee sulle mappe è finito".

Ankara ha sottolineato di avere un esercito abbastanza potente da "dissuadere chiunque" sfidi i suoi interessi "schierando un'armata" ed ha esortato a risolvere il conflitto attraverso negoziati su un campo di gioco paritario, senza ricorrere a provocazioni.

La dichiarazione arriva a seguito delle osservazioni del presidente Macron di venerdì, in cui aveva affermato che la Francia aveva istituito una "politica della linea rossa" nel Mediterraneo per sfidare la Turchia con i fatti oltre alle parole, ricordando una politica simile intrapresa con la Siria prima dei bombardamenti del 2018 con le forze aeree di Francia, Regno Unito e Stati Uniti.

Oltre ad aderire alla posizione dell'Unione Europea che aveva minacciato sanzioni contro Ankara, la Francia ha recentemente inviato navi da guerra nella regione per unirsi alle marina greca, italiana e cipriota per esercitazioni nell'area oggetto di controversia.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha messo in guardia Atene e Parigi dal cercare di fermare la Turchia dalle sue attività di esplorazione di giacimenti di gas, avvertendo che, a differenza di Grecia e Francia, la Turchia è "determinata a pagare qualsiasi prezzo" per difendere i propri interessi.

"Il popolo greco accetta quello a cui potrebbe andare incontro per le azioni dei suoi governanti ambiziosi e incompetenti? I francesi conoscono il prezzo che pagheranno per i loro governanti incompetenti e incapaci?" - si è chiesto retoricamente il capo di Stato turco.

La Turchia ha deciso di studiare i fondali a largo di Cipro alla ricerca di petrolio e gas, considerando questa area come la sua zona economica esclusiva, sulla base di un accordo con la Repubblica di Cipro del Nord non riconosciuta dalla comunità internazionale. Ankara in precedenza aveva inviato la nave scientifica Oruç Reis per ricercare nelle acque possibili risorse di petrolio e gas.

Questi tentativi, tuttavia, sono fortemente contrastati da Atene, che, insieme alla Ue, non riconosce le rivendicazioni territoriali della Turchia. La Grecia gode di un ampio sostegno tra i suoi partner europei, comprese Germania e Francia, che condannano le azioni della Turchia e invitano entrambe le parti a impegnarsi nel dialogo per allentare le tensioni e risolvere pacificamente la questione.

Tags:
Emmanuel Macron, Recep Erdogan, Grecia, Geopolitica, Francia, Turchia, Mediterraneo
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