15:08 21 Settembre 2020
Politica
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Alessandro Di Battista contro Mario Draghi, la "mano occulta" che ha rovinato l'Italia negli ultimi decenni e che ora punta al Quirinale. La "visione" del grillino in un editoriale.

Il politico italiano Alessandro Di Battista schiera l’artiglieria pesante contro Mario Draghi e con un editoriale pubblicato da Tpi si avventura in una riflessione sulla storia professionale dell’ex governatore della Bce, la storia dell’Italia dagli anni ‘90 dello scorso secolo ad oggi, mettendo il tutto in parallelo con l’attuale situazione dell’Italia.

Il male insomma deriva tutto da una sola persona ed ha un cognome che non lo aiuta.

Di Battista si accanisce sul discorso che Draghi ha pronunciato al Meeting (cattolico) di Rimini, in cui ha difeso il futuro dei giovani.

Ma Di Battista, anche se non cita i documenti ufficiali da cui ha preso le informazioni, scrive che se oggi il futuro degli italiani è compromesso, è perché nel 1994 “il Tesoro siglò un accordo quadro con Morgan Stanley che aveva al suo interno una clausola capestro che avrebbe permesso all’istituto finanziario di New York di chiudere unilateralmente i contratti sui derivati. Morgan Stanley la esercitò nel 2011, in piena tempesta finanziaria per l’Italia, ed ottenne dal governo Monti il pagamento, sull’unghia, di 3 miliardi di euro di interessi sui titoli derivati.”

Draghi in quel periodo era già capo del Dipartimento del Tesoro (lo era dal 1991) e quindi avrebbe esercitato la sua influenza sulla politica affinché quell’accordo con la banca americana venisse sottoscritto. Draghi aveva però fatto di più, in quel periodo il figlio Giacomo lavorava in Morgan Stanley!

Insomma Mario Draghi è l’artefice unico della disfatta dell’Italia.

“Draghi non è cambiato, non si è convertito all’interesse generale, non ha preso coscienza delle perversioni del liberismo. D’altro canto un capitalista finanziario è per sempre. Semplicemente vuole fare il Presidente della Repubblica e per arrivare al Quirinale è disposto persino a guidare un governo di unità nazionale (Dio ce ne scampi) se gli venisse richiesto.”

Draghi quindi potrebbe alla fine essere meglio di Silvio Berlusconi, il quale ha sempre aspirato a fare il presidente della Repubblica Italiana. Draghi lo potrebbe battere ottenendo in sequenza la presidenza del consiglio tra il 2021 e il 2023 e poi essere eletto presidente della Repubblica.

Di Battista, intanto, si accontenterebbe di fare il Capo politico del M5s, per ora.

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Alessandro Di Battista
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