18:17 28 Novembre 2020
Politica
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Il ministro degli Esteri, intervistato dal Corriere della Sera, è tornato sulle questioni legate alla nuova legge elettorale e al referendum sul taglio dei parlamentari.

In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha ribadito la volontà del Movimento Cinque Stelle a rispettare il patto siglato un anno fa con il Partito Democratico e l'impegno ad arrivare all'approvazione di una nuova legge elttorale entro l'estate.

"Noi siamo d'accordo, il governo l'ho formato io insieme a Zingaretti e c'era un patto, far viaggiare le due cose parallelamente. Siamo pronti a votare una nuova legge elettorale già prima della fine dell'estate. Questa è la nostra posizione, limpida, cristallina", ha spiegato l'ex leader pentastellato, sottolineando che la nuova legge "renderà il sistema più snello ed efficiente e ridurrà gli squilibri.

Immancabile quindi il riferimento al referendum sul taglio dei parlamentari, sul quale nelle scorse settimane ha iniziato ad aleggiare un alone di mistero, con molte forze politiche che starebbero seriamente pensando di spingere i propri elettori a votare per il No.

Per Di Maio il taglio è assolutamente da farsi, e anzi il titolare degli Esteri ha rivelato che sarebbe sorprendente se coloro che hanno votato Sì in parlamento dovessero orientarsi per il No:

"A ragion di logica dovrebbero essere  per il Sì tutte le forze politiche che lo hanno votato in Parlamento. Poi, per carità, se votano una cosa pensandone un'altra è un problema loro e un dato che gli italiani dovrebbero prendere in considerazione", ha spiegato.

No dunque alle accuse rivolte nei confronti del taglio, definito da diverse parti una mossa antipolitica e un attacco alla rappresentatività:

"Io non vedo questa campagna antipolitica e ad ogni modo le motivazioni del Sì sono talmente tante e concrete da non dover scadere in un approccio antipolitico, che troverei ingiusto. A esprimersi saranno gli italiani. Quel che chiedo è che tutti coloro che hanno votato quella riforma si sentano in dover di combattere le fake news che stanno girando in questi giorni. Sia chiaro: questa non è una riforma del M5S, ma di tutti. Se ne parla da 30 anni ed è ora di cambiare passo. Vediamo a ogni elezione parlamentari nominati dai partiti ed eletti in altri collegi elettorali. Io credo che un po' di sano realismo possa far bene all'Italia".

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