23:34 24 Ottobre 2020
Politica
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La missione dell’UE che sorveglia il rispetto dell’ambargo sulle armi alla Libia ha dimostrato la propria utilità, ha affermato l'alto rappresentante per la politica estera e sicurezza dell’UE, Josep Borrell.

Il diplomatico ha affermato che militari europei hanno raccolto informazioni sulle violazioni da entrambe le parti del conflitto. Nell'ambito dell'operazione sono state effettuate oltre 500 ispezioni, a seguito delle quali sono stati inviati 10 rapporti agli esperti delle Nazioni Unite.

"L'operazione IRINI ha dimostrato la sua utilità e il suo valore, viene condotta in conformità con il mandato delle Nazioni Unite e non può superare questo mandato", ha detto Borrell in conferenza stampa a Berlino dopo il summit dei ministri della Difesa UE.

Borrell ha dichiarato che i ministri dell'UE hanno discusso il recente cessate il fuoco raggiunto dalle parti in conflitto in Libia ed ulteriori possibili azioni dell'UE nel processo libico.

"Abbiamo discusso la recente tregua, siamo pronti a sostenerla. Abbiamo una missione civile in Libia, c'è un'operazione nel Mediterraneo, e vedremo se possiamo fare qualcosa di più", ha aggiunto.
L'operazione IRINI

Il 31 marzo scorso l'Unione Europea ha annunciato l'avvio di una nuova missione navale in Libia, IRINI, per il controllo del rispetto dell'embargo militare sulla Libia che continuerà fino al 31 marzo 2021.

Il centro di comando della Missione, a cui partecipano unità di 23 paesi, si trova a Roma. Il comandante è l'ammiraglio Fabio Agostini.

Tuttavia, IRINI è stata criticata diverse volte per l’incapacità di ostacolare le spedizioni di armi in Libia. A metà giugno è avvenuto un incidente franco-turco, in cui le navi militari europee della missione IRINI hanno tentato di ispezionare una nave mercantile battente bandiera della Tanzania, scortata da navi della marina turca. La parte turca ha negato la possibilità di ispezionare la nave. I media hanno riferito che si trattava di una nave turca che trasportava armi e munizioni e si stava dirigendo verso uno dei porti controllati dal Governo di Accordo Nazionale (GNA), appoggiato dalla Turchia.

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