03:04 20 Ottobre 2020
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Luigi Di Maio spiega il motivo per cui al referendum confermativo del 20 e 21 settembre, dedicato al tema del taglio dei parlamentari, è necessario votare sì.

In Italia avremo 345 parlamentari in meno. E grazie al taglio potremo fare la revisione dei regolamenti per rafforzare il lavoro del Parlamento e delle Commissioni parlamentari. A spiegarlo in una diretta Facebook dedicata al referendum confermativo sul taglio dei parlamentari è Luigi Di Maio.

“Perché è importante questa battaglia, e come movimento 5 Stelle l’abbiamo portata avanti dall’inizio. Perché se andiamo a vedere la media dei principali Paesi che abbiamo a livello europeo o vicino all’Europa, troverete dei numeri che sono completamente diversi rispetto a quelli dell’Italia. Francia e Germania su tutti, hanno un parlamentare ogni 117mila abitanti – spiega Di Maio –, mentre nel Regno Unito hanno un parlamentare ogni 102 mila abitanti. Noi ne abbiamo uno ogni 64 mila abitanti.”

Per il ministro degli Esteri “sono troppi. E per questo dobbiamo normalizzare il rapporto numero di parlamentari con il numero di abitanti, tagliandoli attraverso questo referendum.”

Un attentato alla democrazia

Di Maio risponde a quanti accusano questa riforma di essere un attentato alla democrazia, poiché tagliando il numero dei parlamentari, secondo chi voterà no al referendum confermativo, si ridurrà la rappresentatività degli italiani in Parlamento. Ovvero gli italiani saranno meno collegati al candidato scelto nelle urne, appunto perché rappresenterà un numero maggiore di abitanti annacquando le istanze di tutti.

“Quando fu fatta la Costituzione, non avevamo ancora operativi i Consigli regionali, i Consigli comunali, i consigli provinciali. E poi abbiamo le Municipalità – racconta Di Maio –. Abbiamo quindi tanti strumenti attraverso i quali il cittadino può eleggere dei propri rappresentanti.”

Il pentastellato spiega quindi le ragioni storiche che portarono ad avere un parlamento con 630 deputati e 315 senatori.

Lo ereditiamo, il parlamento così come si compone oggi, da un tempo storico in cui l’Italia aveva vissuto il fascismo e la monarchia, che non avevano sul territorio quegli organi di rappresentanza che invece sotto la Repubblica sono stati creati nei decenni successivi. Ecco quindi che in quel contesto storico serviva avere un’ampia rappresentanza degli italiani direttamente in Parlamento, con un numero di senatori e deputati più ampio.

Di Maio scomoda Nilde Iotti

Di Maio, per sostenere il sì al referendum confermativo, ricorda che 36 anni fa la prima presidente della Camera donna, Nilde Iotti, già proponeva questo argomento alla politica del suo tempo.

Infine sul vitalizio

Al Senato provano a reintrodurre il vitalizio, ma Di Maio spiega che non devono nutrire molte speranze perché nel governo si lavora per bloccare ogni possibilità di reintroduzione del vitalizio.

Video. Di Maio spiega perché bisogna tagliare i parlamentari

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