22:09 21 Settembre 2020
Politica
URL abbreviato
563
Seguici su

Giorgia Meloni attacca l'esecutivo e la sinistra per via della strategia turca che ha saputo guadagnare ampio consenso in Libia, scalzando l'Italia che conta sempre meno.

In questo penultimo sabato di agosto Giorgia Meloni va all’attacco del governo su aspetti geopolitici afferenti al nostro vicinato. In particolare la presidente di Fratelli d’Italia si occupa del vicino libico.

“La nullità della politica estera della sinistra e del M5S hanno consegnato la Libia alla Turchia e cacciato definitivamente l’Italia da ogni tavolo di discussione sul nostro dirimpettaio africano.”

Tuona la Meloni che non risparmia critiche a tutti gli ultimi governi di sinistra, a partire da quello di Enrico Letta.

“L’errore dei governi Letta, Renzi, Gentiloni, che Fratelli d’Italia ha più volte denunciato, è stato quello di decidere di dialogare solo con il governo di Tripoli e di non porsi come soggetto terzo che dialogava con tutte le forze in campo.”

Meloni ne ha anche per Conte e per Di Maio, quest’ultimo in qualità di attuale ministro degli esteri.

“Poi il disastroso combinato disposto Conte - Di Maio - sinistra ha fatto il resto: quando Al Serraj ha chiesto aiuto all’Italia il nostro governo ha risposto picche, invece di sostenere anche militarmente quello che aveva scelto come proprio unico interlocutore in Libia, ponendo così l’Italia nella assurda posizione di essere apertamente schierata con Al Serraj ma di non aiutalo in alcun modo. Un capolavoro di incompetenza.”

L’Italia quindi avrebbe dovuto sostenere militarmente Tripoli, è questa la posizione di Giorgia Meloni, che invece sui migranti che provengono dalla Libia in particolare e ora, di nuovo, anche dalla Tunisia, ha sempre proposto il blocco navale militare per isolare l’Africa settentrionale.

Il risultato geopolitico in Libia, secondo Meloni

Quale secondo la leader di Fdi il risultato?

“Ovvio e prevedibile, è stato che Al Serraj ha trovato un alleato più affidabile nella Turchia, mentre noi non abbiamo mai avuto rapporti strutturati con l’antagonista Haftar. Così, da che l’Italia con l’ultimo governo di centrodestra era il principale interlocutore della Libia, siamo passati a non avere alcuna voce in capitolo. Le conseguenze per gli italiani sono purtroppo molto concrete anche dal punto di vista di flussi migratori, approvvigionamenti energetici, sicurezza nazionale. Un disastro.”

Ed infine Giorgia Meloni conclude il suo post, di un apparentemente tranquillo sabato di agosto, scagliandosi contro “i media di regime” rei, a suo parere, di non occuparsi della vicenda geopolitica.

La situazione in Libia

Dopo il rovesciamento e l'assassinio del leader libico Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia ha praticamente smesso di funzionare come un singolo stato. Ora nel paese ci sono due governi: il parlamento eletto dal popolo si trova a est e a ovest, nella capitale Tripoli, il Governo di Accordo Nazionale, formato con il sostegno delle Nazioni Unite e dell'Unione europea.

Le autorità della parte orientale del paese operano indipendentemente da Tripoli e cooperano con l'esercito del maresciallo Khalifa Haftar.

Correlati:

Libia, annunciato il cessate il fuoco nel paese
"Un passo importante". Il Premier Conte commenta il cessate il fuoco in Libia
La Libia dopo il cessate il fuoco, probabili elezioni già tra sei mesi
Tags:
crisi in Libia, Libia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook