18:51 29 Novembre 2020
Politica
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Il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese Zhao Lijian ha risposto alle accuse del presente statunitense Donald Trump che dà la colpa per la diffusione del virus a Pechino, affermando che il sacrificio della Cina e il contributo nella lotta alla pandemia sono evidenti.

In precedenza Trump aveva annunciato lo stop nelle trattative con la Cina a causa del coronavirus, della cui diffusione l'amministrazione del presidente americano accusa Pechino. Allo stesso tempo, il capo di gabinetto della Casa Bianca Mark Meadows ha dichiarato che Trump non rinuncia all'accordo commerciale raggiunto con Pechino in precedenza, ma al momento non sono previste nuove trattative con la Cina.

"I fatti dimostrano esplicitamente che la Cina dopo l'inizio dell'epidemia COVID-19, attingendo all'approccio responsabile, trasparente e aperto, ha eseguito coscienziosamente i suoi obblighi e doveri, stabiliti dai requisiti medico-sanitari internazionali", ha detto Lijian.

Il diplomatico ha osservato che la Cina ha agito in conformità con tutte le norme più rigide su prevenzione e controllo dell'infezione, ha compiuto gli sforzi per reprimere la diffusione del coronavirus, e sviluppato i contatti internazionali in materia.

"I grandi sacrifici della Cina e il suo contributo nella lotta alla pandemia globale sono evidenti per tutti", ha aggiunto.

Allo stesso tempo, il portavoce del dicastero non ha risposto alla domanda sull'interruzione dei colloqui con Washington e ha raccomandato a rivolgersi alle autorità competenti.

Trump e altri membri della sua amministrazione hanno ripetutamente accusato la Cina di non aver fermato la diffusione dell'infezione COVID-19 dalla città di Wuhan, dove è stata segnalata per la prima volta a dicembre. Gli Stati Uniti hanno anche affermato di avere "prove significative" che il virus è stato prodotto in un laboratorio di Wuhan. La Cina ha respinto categoricamente le accuse.

Il presidente degli Stati Uniti ha anche inviato una lettera al direttore generale dell'OMS, il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, per annunciare che Washington stava congelando i pagamenti all'organizzazione internazionale per la sua gestione della pandemia di coronavirus.

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