04:48 26 Settembre 2020
Politica
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Nicola Zingaretti, si concede una lunga riflessione estiva a quasi un anno dall’avvio dell’esperienza di governo del suo partito con il M5s.

Il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, si concede una lunga riflessione estiva a quasi un anno dall’avvio dell’esperienza di governo del suo partito con il Movimento 5 stelle e tira un primo bilancio di quanto accaduto, alla luce ovviamente dell’imponderabile emergenza sanitaria.

E il suo primo resoconto lo fa sulla gestione della pandemia affermando lapidariamente che “senza questo governo, per esempio, non avremmo potuto fronteggiare la pandemia: Salvini l’avrebbe gestita come Trump o Bolsonaro.”

Riflette, Zingaretti, su come sarebbe stato gestito il rapporto con l’Europa nella fase della trattativa per l'approvazione del progetto Next Generation EU, se al governo ci fosse stata ancora la Lega per Salvini premier.

“Il rapporto conflittuale con l’Europa da parte dei populisti illiberali non avrebbe permesso di ottenere per l’Italia gli straordinari risultati, in termini di risorse e anche politici circa l’orientamento generale della commissione che ha rotto con le politiche di austerità e si è aperta alla cooperazione, al rischio comune, alla solidarietà.”

E sulla formazione di questo governo il segretario del Pd difende la scelta, non nascondendo “le difficoltà, le contraddizioni e anche i prezzi che noi abbiamo dovuto pagare in nome della salvezza della Repubblica”, afferma intervistato dal quotidiano La Stampa.

Le prove che ci attendono

Ci attendono “prove terribili” afferma Zingaretti pensando al programma di interventi da mettere in campo per usare i fondi del Recovery Fund nei prossimi 7 anni: "Non è in gioco un’alleanza di governo ma la tenuta della nazione nei prossimi anni".

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