22:23 21 Settembre 2020
Politica
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L'ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha disposto la creazione di una commissione di esperti che si muova per ripensare i sistemi sanitari nazionali alla luce della pandemia di coronavirus.

L'ex premier italiano Mario Monti sarà chiamato a lavorare per l'OMS, dove sarà a capo di una commissione regionale per ripensare le priorità dei sistemi sanitari sull'onda lunga della pandemia di Covid-19.

L'ex presidente del Consiglio, come rivela in un'intervista per La Repubblica, cercherà di ribadire alcuni concetti fondamentali, quali la necessità di mettere al centro di tutto la salute dei cittadini.

"Ovviamente una commissione che non si è ancora riunita non ha alcuna indicazione da dare. Ma quel che è certo è che la salute dovrà pesare di più nelle scelte politiche, se vogliamo evitare crisi che, oltre al loro tragico effetto sulle vite delle persone, rischiano di costare un multiplo delle cifre che si potrebbero stanziare per prevenirle o attenuarne la portata devastante. Riflessioni analoghe dovremo fare per il cambiamento climatico in corso, che potrebbe manifestarsi in modi catastrofici in momenti imprevisti, e che secondo alcuni è a sua volta concausa delle pandemie", sono state le parole di Monti.

Un pensiero anche al ritorno in auge di politiche di stampo kaynesiano, con un aumento importante della spesa pubblica nei Paesi:

"E' giusto che sia così in una fase di emergenza. Quello che mi preoccupa, però, è che si è entrati in un mondo del debito e del disavanzo che ha conseguenze molto pesanti dal punto di vista economico ma anche culturale: si rischia di pensare che debito e disavanzo siano condizioni naturali e permanenti, si trasformino quasi in una virtù, mentre come è ovvio non è così", ha aggiunto l'ex premier.

Immancabile un riferimento al Mes, con Mario Monti che ha sottolineato l'importanza del ricorso al Fondo salva stati, definendo irresponsabile l'atteggiamento di coloro che avrebbero voluto privarsene

"Nella condizione che caratterizza l’Italia sui mercati considero poco responsabile rinunciare al Mes per motivi mai spiegati e che stanno tra l’ideologia, la mistica e la falsa ricostruzione storica Inoltre, mi pare difficile che vi si possa rinunciare anche per quello che dicevo prima a proposito dei dividendi elettorali. Il ministro della Salute Speranza ha già indicato spese necessarie nel suo settore per oltre 20 miliardi. Dubito che il sistema politico italiano, ormai specializzato in spesa pubblica corrente e in particolare in concessione di bonus che hanno un immediato ritorno in termini elettorali, abbia la forza di fare investimenti di questo tipo. A quel punto il Mes potrebbe tornare utile perché l’unica sua condizionalità, che i fondi vadano direttamente o indirettamente a progetti legati alla salute, potrebbe supplire alla volontà politica un po’ cedevole", ha rilevato il professore.

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