11:07 01 Ottobre 2020
Politica
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La Corte costituzionale ha bocciato i ricorsi avanzati contro referendum ed election day definendo inammissibili i conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato, sollevati da alcune associazioni e regioni.

I ricorsi sollevati dal Comitato promotore del referendum, dalla Regione Basilicata, dal senatore Gregorio De Falco e dall’Associazione +Europa riguardanti il taglio dei parlamentari, il relativo referendum costituzionale e le elezioni regionali sono stati bocciati dalla Corte Costituzionale nella seduta svoltasi oggi. 

Rimangono intatte le date di referendum e l'election day, cioè il 20 ed il 21 settembre. La Corte Costituzionale domani depositerà le ordinanze con le motivazioni.

Ricorsi del Comitato promotore e della Regione Basilicata sono senza legittimazione soggettiva

Per quanto riguarda il conflitto sollevato dal Comitato promotore del referendum sul taglio dei parlamentari, relativo all'abbinamento delle due votazioni, disposto con il decreto elezioni, la Consulta ha affermato che il Comitato non è legittimato a effettuare tale ricorso in quanto "la Costituzione non gli attribuisce una funzione generale di tutela del miglior esercizio del diritto di voto da parte dell’intero corpo elettorale".

​"La Corte in linea con la propria giurisprudenza, ha infatti escluso la legittimazione soggettiva degli enti territoriali, in generale, e della Regione, in particolare, perché non sono potere dello Stato ai sensi dell’articolo 134 della Costituzione" si legge in una nota della Consulta in riferimento al ricorso della Regione Basilicata sulla riduzione del numero dei parlamentari.

Dal senatore De Falco "critiche incoerenti"

Il ricorso presentato dal senatore Gregorio De Falco nei confronti del Senato, del Governo e del presidente della Repubblica è stato definito inammissibile poiché "(il senatore, ndr) pur sostenendo la violazione di plurimi principi costituzionali inerenti sia il procedimento legislativo sia quello di revisione costituzionale, il ricorso non ha chiarito quali attribuzioni costituzionali del singolo parlamentare siano state in concreto lese nel corso di questi procedimenti".

Ricorso di Associazione +Europa inammissibile

Nel caso del conflitto promosso dall'Associazione +Europa, che contestava in particolare la previsione che riduce a un terzo il numero minimo di sottoscrizioni richiesto per presentare liste e candidature nelle elezioni regionali e di conseguenza il fatto che il legislatore avrebbe leso le sue attribuzioni costituzionali, la Consulta risponde definendo inammissibile il ricorso perché "deriva dal difetto di legittimazione della ricorrente in base alla costante giurisprudenza costituzionale che nega ai partiti politici la natura di potere dello Stato".

Il Consiglio dei ministri numero 56 riunitosi il 14 luglio ha deciso di accorpare il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari alle elezioni suppletive in Veneto e Sardegna, stabilendone lo svolgimento per i giorni 20 e 21 settembre prossimi. Il 17 luglio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato i decreti di indizione.

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