12:53 27 Ottobre 2020
Politica
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Dopo il via libera del Garante alla pubblicazione dei nomi, che non entra in conflitto con il diritto alla riservatezza, è stata avviata un'istruttoria sulla metodologia seguita dall'Inps.

Come annunciato nella nota dell'11 agosto, il Garante per la protezione dei dati personali  ha aperto in ordine alla metodologia seguita dall'Inps rispetto al trattamento dei dati dei beneficiari e alle notizie riguardanti il bonus covid incassato da alcuni parlamentari e da numerosi consiglieri regionali e comunali.

L'autorità ha inviato questa mattina una richiesta di informazioni all'Inps, con cui chiede "di conoscere, in particolare: quale sia la base giuridica - si legge in una nota - del trattamento effettuato sui dati personali dei soggetti interessati; l'origine e tipi di dati personali trattati, riferiti alla carica di parlamentare e amministratore locale e regionale; le modalità con cui è stato effettuato il trattamento, con specifico riguardo all'operazione di "raffronto" dei dati personali dei soggetti richiedenti o beneficiari del bonus, con quelli riferiti alla carica di parlamentare e amministratore locale e regionale" nonché "l'ambito del trattamento ed eventuali comunicazioni a terzi di tali dati".

Intanto l'Inps ha dato la disponibilità a rendere pubblici i nomi dei "furbetti di Montecitorio" quando e se la Camera ne farà richiesta. La pubblicazione della lista dei richiedenti che ricoprono incarichi politici e amministrativi dovrà essere sollecitata dalla presidenza di Montecitorio, ha specificato l'Istituto di previdenza. 

Il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, starebbe valutando le modalità per la richiesta all'Inps dei nominativi dei deputati che hanno richiesto il bonus per imprese e partita Iva, dopo il via libera del Garante, arrivato ieri. Fonti parlamentari hanno riferito, secondo quanto si apprende da Askanews, di tre opzioni sul tavolo: una richiesta diretta; la risposta a interrogazioni; l’audizione in commissione Lavoro del presidente dell’Inps Pasquale Tridico.

La caccia ai nomi

Nel frattempo si è aperta una vera e propria caccia ai nomi, con alcuni outing, come quello della consigliera comunale milanese della lista Milano Progressista, Anita Pirovano, che ha ammesso di aver chiesto il bonus perché non vive di politica e l'emergenza covid ha intaccato il proprio reddito, o Ubaldo Bocci, coordinatore del centro destra di Firenze, che al Corriere ha detto di aver chiesto e ottenuto il bonus, poi devoluto in beneficenza ad una associazione di disabili.

Singolare il caso del sindaco del comasco, Federico Broggi, che ha deciso di restituire i soldi ricevuti, richiesti per il calo di fatturazioni subito in seguito all'esplosione dell'emergenza sanitaria. 

In Veneto compaiono quelli dei consiglieri Riccardo Barbisan e Alessandro Montagnoli e del vice presidente della giunta Gianluca Forcolin. La notizia sarebbe confermata da fonti interne del Carroccio. Il presidente Zaia aveva chiesto trasparenza e provvedimenti all'interno del partito chi ha percepito il bonus. 

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